in memoria di un grande uomo di sport, questa mattina presso il palazzetto dello sport di via Aldo Moro di Giovinazzo circa 70 bambini hanno dato vita al:
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Carissimi lettori , questo lavoro ha radici che partono dagli anni ‘80. Fin da quando ho intrapreso la carriera di Istruttore di pattinaggio a rotelle e hockey pista, mi accompagna il desiderio di scrivere un testo sul Pattinare. In circa vent’anni per mille motivi, ho rinviato questo mio progetto che pian pianino s’è modificato arricchendosi di sfumature che hanno reso più ricco di colori il mio sapere sul Pattinare.
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domenica, giugno 26, 2011
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L'inno d'Italia. In molti criticano questo testo: troppo retorico, si dice, pomposo, parole arcaiche, dell'Ottocento... Be', che le parole siano molto "Ottocentesche" non c'è dubbio, ma che altro poteva fare uno che scriveva nel 1847? E comunque guardate i testi degli altri inni nazionali e vedrete che come retorica non scherzano nemmeno loro. E poi retorico... Sarebbe retorico quel "Siam pronti alla morte"? Be', però se pensate che il testo è stato scritto da uno che poi è morto a 22 anni combattendo per le sue idee, mi pare che non sia così retorico. Ma certo, non ci siamo abituati... Noi siamo abituati alle trasmissioni televisive dove si telefona al conduttore per partecipare a un gioco, e una bella vocetta maschile dice: - Pronto, buongiorno Raffaella! Io sono un ragazzo di trentotto anni e vivo a Milano... (!!!) |
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giovedì, giugno 02, 2011
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martedì, maggio 31, 2011
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martedì, maggio 31, 2011
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martedì, maggio 31, 2011
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Vi auguriamo...
Non un cesto ricco di doni e colore
ma un cuore che Doni serenità e amore.
Buon Natale.
Michele Poli e Famiglia
Per l’occasione ho rispolverato un vecchio scritto di don Tonino Bello (che invio per la bellezza del messaggio).
“Tanti Auguri Scomodi”
Non obbedirei mai al mio dovere di vescovo, se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla "routine" di calendario; mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un povero marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa l'idolo della vostra vita; il sorpasso progetto dei vostri giorni: la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi tutte le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi cortocircuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio della fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi.
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza!!!
don Tonino Bello
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mercoledì, dicembre 22, 2010
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domenica, novembre 07, 2010
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http://www.hockeypista.it/forum/viewtopic.php?f=1&t=3239
Egregi Signori,
innanzitutto mi scuso con il Presidente Federale, On. Sabatino Aracu e il SIPAR HP, e ringrazio loro per l’invito alla Convention del 18 settembre di Bologna, ma purtroppo problemi di lavoro mi hanno impedito di partecipare.
Nell’occasione ringrazio anche il sito Hockeypista.it per la messa in onda delle registrazioni degli interventi di alcuni partecipanti.
Premesso questo, parto subito con le mie personali considerazioni:
Non si diventa Presidenti per caso e Sabatino Aracu lo ha dimostrato brillantemente nella sua introduzione, affermare TUTTI ABBIAMO SBAGLIATO è un grande segno di umiltà. Questo è il momento di capire quali sono stati gli errori e porre in atto delle procedure di risanamento per la riqualificazione di questo meraviglioso sport. Benissimo, la convention di Bologna non deve essere l’avvio di un processo giudiziario, ma l’inizio di un processo per ritornare all’ECCELLENZA. Questo si potrà avere solo se TUTTI e per "TUTTI" intendo anche i SANTONI di questa specialità, si siederanno a tavolino con la convinzione che c’è sempre da imparare, anche a 90 anni, come affermato dal nostro Presidente Federale. Quindi sono pienamente d’accordo con la teoria dell’istituzione di un tavolo dove tutte le scuole hockeistiche nazionali (Scuola Pugliese, Scuola Toscana, Scuola Veneta, Scuola Lombarda, Scuola Piemontese, Scuola Friulana, Scuola Emiliana e la GIOVANE Scuola Ligure), si confrontino tecnicamente e si tiri fuori finalmente un modello di prestazione dell’HOCKEYSTA. Altrettanto importante è fissare bene in mente che il solo gioco di squadra dei migliori tecnici del mondo (scusate la presunzione ma noi Italiani siamo i migliori) non è più sufficiente, il valore organizzativo economico è fondamentale, bisogna tirare dentro il movimento nuovi giovani dirigenti che affianchino i vecchi, con spirito e abilità imprenditoriale, e convoglino saggiamente i pochi euro che la crisi economica ci mette a disposizione. Se questo non avverrà, ahimè non sarà sufficiente nemmeno pubblicare e distribuire gratuitamente l’enciclopedia dell’ HP di Gianni Massari.
Caro Presidente, come primo passo io chiedo l’intervento di fondi Federali per la pubblicazione dell’enciclopedia dell’H.P. del nostro ex C.T., così come fu fatto anni orsono dalla Federazione con l’unico testo ufficiale redatto anni orsono dal nostro ex C.T. Francesco Marchesini.
Anch’io come il designatore Fiorenzo Tonali vorrei iniziare con il fare un plauso all’operato degli arbitri, la scorsa stagione hanno svolto il loro compito in maniera egregia, il regolamento nuovo ha messo in difficoltà tutti e gli arbitri ancor più.
Da quello che quasi tutti hanno dichiarato, hanno avuto poche possibilità di prepararsi, sia in aula che in pista. Per quanto riguarda il settore arbitrale e gli allenamenti in pista io avrei una mia piccola teoria, in questo mio intervento posso riassumere sinteticamente così:
Gli arbitri di A1 e A2 devono allenarsi obbligatoriamente presso le società sportive e aggregarsi agli allenamenti delle squadre senior.
Purtroppo non mi trovo d’accordo su alcune cose dichiarate dall’allenatore Antonio Caricato, perché condite con astute inesattezze.
Come detto da Caricato, le nostre Nazionali hanno raggiunto il loro minimo storico, è vero e facile da verificare, basta guardare le classifiche. Come intelligentemente dichiarato dall’Avv. Fausto Pozzan, nel nostro sport manca la memoria storica, la storia scritta della nostra disciplina.
Purtroppo si gioca e si va avanti troppo con il pettegolezzo, e il pettegolezzo è il voler rifare la Storia secondo il proprio senno e arbitrio ma non è il vero. Concordo con Caricato, i risultati attuali sono mediocri, così come lo erano nei primi anni ’80 quando disputammo il mondiale in Cile e ci classificammo più o meno come lo scorso mondiale. Ma proprio dal quel mondiale in Cile è iniziata secondo me la rinascita e la crescita dell’Hockey italiano. Siamo un popolo di creativi e le radici della creatività sono i nostri problemi. Da quei mediocri risultati i tecnici e i dirigenti di quel tempo, tirarono fuori tutta l’abilità italiana, strutturando i centri di Alta specializzazione, organizzati e coordinati da Francesco Marchesini sino alla nazionale under 16 e le nazionali Juniores / Seniores abilmente condotte da Gianni Massari.
Caricato ha dichiarato che l’Italia ha vinto un mondiale femminile. Ma dove? Ma quando?
Il Canada nel 1991 vinse il mondiale femminile pattinando con i pattini in linea, le atlete Canadesi non erano ragazze che giocavano l’hockey in line, ma bensì erano le atlete professioniste della Nazionale di Hockey su ghiaccio canadese al completo, quella nazionale schierava tra le sue fila la più forte giocatrice al mondo di quella specialità, una ragazza di colore che oggi in Italia potrebbe tranquillamente giocare nel nostro campionato maschile di A1.
Non mi sembra nemmeno corretto citare come delle meteore atleti come, Marolla, Marabotti, Scuccato, Ricci, Brandolin e dimenticare nella citazione di quel gruppo, i magici Cupisti Alessandro e Girardelli Franco che erano parte integrante di quella nazionale.
Questi Atleti hanno portato in Italia il primo titolo Europeo e per anni hanno continuato a calcare le piste italiane, aggiungo a quei nomi, Pietrini di Follonica e Dagostino di Salerno, che per tantissimi anni hanno indossato la maglia delle loro città, come si può classificarli come delle meteore?
Mai nessuna nazionale ha mai vinto in Italia un mondiale seniores, portando con sé atleti della stessa età. Le nostre nazionali si sono sempre contraddistinte per la loro diseguaglianza anagrafica, che univa il giovane al più esperto, questo creava competizione, motivazione e risultati.
E’ vero la Juniores è il serbatoio della Senior, ma quanti junior dovrebbero raggiungere la massima serie? Della spedizione olandese, due soli nomi, Cupisti e Girardelli nell’Olimpo dell’Hockey pista, penso che il risultato sia eccellente.
Allora tutti d’accordo sulla juniores come serbatoio della nazionale maggiore, e la under 16 cosa era, se non il serbatoio della Juniores?
Nonostante abbia contribuito marginalmente (in quanto ero solo un collaboratore insieme ad altri colleghi), mi sento enormemente offeso, nel sentire dichiarare che l’ultimo Europeo vinto da una under 16 lo abbiamo vinto solo grazie a Gianni Massari, io sono testimone del volume e la qualità di lavoro svolto da Francesco Marchesini per quella nazionale. Sono stato presente a tutti i raduni di Bassano tenuti da Checco Marchesini e solo una quarantina di giorni prima (forse meno) dell’Europeo, la nazionale fu affidata a Gianni Massari, al quale va il merito di aver condotto magistralmente la panchina azzurra.
Caricato, afferma che le nazionali lavorano a vista, non c’è una linea guida. Forse in questo ha ragione, ma io non sono d’accordo sulla tesi delle linee guida dettate dal C.T..
Il Commissario Tecnico oggi c’è, domani non lo sappiamo. Il patrimonio della specialità sono gli atleti, le linee guida vengono dettate dal MODELLO DI PRESTAZIONE che le varie scuole italiane devono coniare. Si parte dai programmi delle attività giovanili delle nazionali dove dobbiamo preparare i nostri atleti e portarli a raggiungere quello che si chiama DISPONIBILITA’ VARIABILE. Mi spiego meglio per i meno tecnici, la disponibilità variabile è una fase dell’apprendimento sportivo. Questa fase dell’apprendimento di abilità, arriva quando, l’esecuzione del movimento o del gesto vengono automatizzati, c’è una diminuzione dell’attenzione volontaria dell’esecuzione; quindi l’abilità motoria o tecnica si consolida e diventa non più “fine dell’apprendimento”, ma mezzo per realizzare compiti tattici. Tutte le particolarità dell’esecuzione migliorano, si stabilizza la coordinazione e possiamo notare che l’utilizzo dell’abilità acquista soprattutto valore strategico. In Nazionale devono arrivare gli atleti con queste caratteristiche, atleti che possono seguire qualsiasi strategia o tattica di un qualsivoglia C.T., sia che questi preferisca giocare a zona, sia che preferisca giocare a uomo o entrambe le cose. Agli allenatori che lavorano sui giovani, come Massimo Barbieri, si dovrebbe ritornare a insegnare questo, come raggiungere con il proprio atleta la disponibilità variabile. Non possiamo lasciare solo al loro entusiasmo e al metodo prove ed errori la crescita del nostro sport. Mi aggancio ora al discorso di Fausto Pozzan, più praticanti equivale a maggiore qualità. In effetti, la promozione è importante: Massari parlava di scuole elementari e di reclutamento nelle scuole primarie. Si è vero, avendo me partecipato come componente del progetto scuola FIHP del compianto presidente Tiezzi, come potrei non essere d’accordo. Chi più di me può sponsorizzare questa teoria dell’accesso alle scuole. Ma attenzione, le realtà si sono modificate, l’utilizzo del pattino io lo promuoverei già dagli ultimi anni della scuola dell’infanzia. Lo scopo dell’utilizzo del pattino é proprio quello di ampliare verso una maggiore multilateralità le abilità senso-motorie del Bambino al di là del sesso e dello sport dominante la sua attività sportiva futura.
Per quello che può essere lo sviluppo dell’hockey pista, noi tecnici non dobbiamo aver paura di trovarci in situazione sub-alterna nella scuola.
Noi lavoriamo per migliorare il prodotto Pattinare e il pattinare per transfert porterà più avanti i bambini a giocare ad hockey, il compito che ci dobbiamo prefissare è divulgare il pattinare all’infinito, tutti gli apporti migliorano il sistema, noi siamo nel sistema e lavoriamo con loro.
Noi tecnici siamo depositari di alcuni saperi, gli insegnanti lo sono di altri c’é un confronto. Tutto questo, fatto con coscienza, porterà al risultato voluto, cioè indirizzare più bambini verso le nostre piste.
Se a qualcuno dovesse interessare, sul mio blog http://pattinaresulweb.blogspot.com/ sono riportate le mie esperienze con il progetto scuola, non è un’enciclopedia, ma una sintesi della mia esperienza con le rotelle.
Sempre Pozzan ha posto il problema dell’hockey femminile. Le abilità al di là del sesso, sì del sesso! Sport per ragazzi e sport per ragazze, Hockey per ragazzi e hockey per ragazze?
La differenziazione tra sport per ragazzi e sport per ragazze ormai è stata superata da decenni.
Nella mia relazione tecnica scritta sull’hockey femminile, che distribuii a tutti i presenti e in copia consegnai alla FIHP, in occasione del Seminario per gli allenatori di Roma nel luglio del 1994, lanciai un messaggio di allarme, proponendo delle soluzioni che all’epoca fecero sorridere gli addetti ai lavori. Tra queste proposte ricordo, quella di far disputare un campionato giovanile misto, fu definita da qualcuno una mia allucinazione.
Ancora oggi mi chiedo quella relazione sarà mai stata letta da qualcuno?
Per la cronaca, e non per correggere quanto detto da Fausto Pozzan, nel 1991 fu disputato un campionato femminile a 18 squadre.
Altra proposta da condividere è quella lanciata da Fausto Pozzan e Camillo Di Nicola sull’utilizzo del Web, avvicinare le varie zone agli eventi, con l’aiuto della rete. Non mi sembra giusto né promozionale, obbligare un tecnico della Sicilia o della Puglia, a spostarsi di 1000 – 2000 km per partecipare al seminario allenatori. Per le località disagiate, si deve poter dare la possibilità anche attraverso il web di partecipazione a questi seminari.
Francesco Martini ha ricordato che solo il 10% di quello che si espone verbalmente viene recepito e memorizzato, mi auguro che questo mio intervento scritto raggiunga qualche punto percentuale in più.
C’è molto da lavorare, Massari ha ricordato a tutti che Marzella ha messo i pattini a tre anni, quindi a 19 anni ha raggiunto l’eccellenza con la vittoria dello scudetto e della Coppa delle Coppe. Sedici anni di duro lavoro per raggiungere il top.
Quindi, se questo 2010 è davvero il nuovo anno zero, buon lavoro a tutti.
Cordiali saluti
Michele Poli
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martedì, settembre 28, 2010
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lunedì, settembre 06, 2010
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Come ogni anno, i giovani atleti guidati dal mister Fabio Pansini, incontrano le scuole di calcio Giovinazzesi.
Collegandovi al link qui in basso potrebbe scaricare le foto dell'incontro .
http://picasaweb.google.it/michelepoli.mp.libero/2Aprile2010CampettiDolceamoreCalcioAOtto?authkey=Gv1sRgCLXHqd_3y9XoJA#5466031225698022130
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venerdì, aprile 30, 2010
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giovedì, marzo 11, 2010
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Per poterci capire qualcosa bisognerebbe leggere qualcosa da questo link:
http://www.hockeypista.it/forum/viewtopic.php?f=1&t=2960&start=20
Un noto proverbio recita : ”ognuno misura gli altri col proprio metro”.
Padrone e una bellissima parola se considerata nell’accezione Vera del suo significato ossia: Padre. Infatti etimologicamente Padrone deriva da Patrònus cioè Pater ovvero Padre, protettore. E chi è Dio se non il nostro PATER?
E’ spiacevole notare come ancora oggi in tanti avvertano la sensazione della sottomissione a qualcuno. Famiglia, lavoro, amici…..e se guardassimo invece realmente Maria? E la sua reale sottomissione? Non svilisce affatto il suo essere Donna anzi. La esalta e la glorifica nella sua vera essenza.
Non solo: SI MARIA SI E’ SEMPRE SOTTOMESSA ALLA VOLONTA’ DEL SIGNORE. Ma chi è Maria? MARIA è la MADRE del suo SIGNORE.
Ragazzi c’è poco da parlare. I fatti parlano chiaro. E se dire SI porta a cotanto frutto…….
Perché quel “SI” spaventa così tanto?
Io sono troppo ignorante per rispondere. La mia è una fede che non cerca troppe spiegazioni ( parliamo troppo e dimostriamo troppo poco…la vita di un cristiano deve essere prima di tutto esemplare per poter dire, poi, qualcosa…..
Un grande del giornalismo religioso, parla di Maria …... Lo fa alla sua maniera, semplice ,ma appassionata. Ci riferiamo al giornalista Antonio Socci, un nome,una garanzia di serietà ed anche di competenza. Socci, chi è Maria?: “ ma guardi,la sua domanda mi e ci richiederebbe ore di lunga e piacevole conversazione, ma mi limito a risponderle così: di Maria non ne abbiamo mai a sufficienza, Maria non basta mai”. In che senso, Maria non basta mai?: “ lei è la discepola perfetta, colei che ha detto sia fatta la tua volontà senza alcuna certezza solo e semplicemente credendo,e non mi pare cosa di poco conto. A noi tutti, Maria da un esempio di fiducia e di fede nel suo Figlio, poi lei, una semplice ragazzetta di campagna, per niente colta, ha avuto il privilegio di darci e donarci il Figlio di Dio. Ora si comprende il mistero e la gloria di Maria”?. E aggiunge: “ vi sarà anche un motivo se, nelle litanie lauretane, viene chiamata Regina degli Angeli. Lei è Regina degli Angeli in quanto assisa tra di loro, canta la gloria di Dio e a lui ci porta, ecco chi è Maria, Madre nostra e della Chiesa, colei che ci ripaga di ogni sconfitta e di ogni fatica”. Certamente è così. Ma i soliti tromboni ,che non mancano mai, spesso,guardano alla devozione mariana e alla pietà popolare con la puzza sotto il naso,quasi come se fosse una cosa di seconda categoria: “ sbagliano. Intanto è lo stesso Vangelo che ci dice che la fede è dei semplici e non degli scienziati o di coloro che presumono di saper tutto e poi non sanno nulla. La pietà popolare invece, è importantissima, perché rappresenta il senso della fede del popolo di Dio e in questa pietà popolare Maria ha il suo spazio”. Vi è chi ravvisa una mariologia zuccherosa: “ insisto, Maria, merita rispetto e ammirazione. Certo ,se qualcuno si avvicina a lei con animo infantile o con mire interessate allora sbaglia. Di Maria dobbiamo avere la massima fiducia, è nostra madre ed una madre non ci potrà mai tradire”. Le apparizioni mariane: “ ecco appunto. Nella sua saggezza la Chiesa non le impone, lascia liberi i fedeli di crederci o no, non appartengono ai dogmi,sono rivelazioni e come tali vanno prese, lo ha sempre detto il Magistero della Chiesa, lo hanno ribadito Giovanni Paolo II e l’allora cardinale Ratzinger. Ma che siano semplici rivelazioni private non implica che non abbiano valore. Sono importanti e ci aiutano a consolidare la nostra fede spesso traballante”. In che senso ci aiutano: “ io invidio chi vive di certezze, chi non ha mai dubbi. Ma sotto -sotto penso che colui il quale affermi di essere un uomo di tal fatta alla fine crolli. Maria è una donna umile,ma ha dalla sua la forza della fede, non pretende di spiegare cose impossibili. Crede per fede,senza cercare spiegazioni razionali o astruserie”. Tra le apparizioni hanno destato e destano scalpore e qualche polemica di troppo, quelle di Medjugorje. Un Arcivescovo Emerito, esorcista e persona degna, ha parlato di fenomeno satanico ,lei condivide?: “ assolutamente no, del resto quell’affermazione piuttosto incauta ed esagerata, è stata poi corretta da padre Amorth che ha detto esattamente l’opposto. Ritengo che la prudenza della Chiesa sia corretta, ma che neppure possa rifiutarsi in blocco Medjugorje per l’alto numero di conversioni o di sacramenti. Poi le edico anche che Giovanni Paolo II, uomo dik Dio, lo ha varie volte detto alla presenza di testi: se non fosse stato Papa sarebbe andato a Medjugorje, segno che non ci vedeva alcun inganno di Satana”. E la prudenza della Chiesa?: “ la condivido ,un atto dovuto,ma non significa ostilità tanto meno pregiudizio, infatti i pellegrinaggi, sia pur non guidati da Vescovi, si possono fare come fedeli. Poi trovo assurdo litigare sulla Madonna, colei che dona pace, dona speranza e felicità. Diamo tempo al tempo, e proclamiamola Regina degli Angeli”.
Detto questo la migliore risposta te la do con il vero SI della Madonna al Suo PATER:
L'anima mia magnifica il Signore * [5]e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Ed ancora alcune riflessioni per la tua risposta, tratte proprio dalle meditazioni del nostro amato Papa Benedetto per la quaresima 2010:
Il Magnificat di Maria, sottolinea Benedetto XVI, ci insegna che Dio “si schiera dalla parte degli ultimi”. Duemila anni fa come oggi, il mondo sembra dire che “i superbi, i potenti e i ricchi” trionfano sui piccoli. Ma, avverte il Papa, il progetto di Dio capovolge i riferimenti sui quali l’umanità preferisce edificare il suo futuro. “L’umile è percepito come un rinunciatario, uno sconfitto, uno che non ha nulla da dire al mondo. Invece questa è la via maestra, e non solo perché l’umiltà è una grande virtù umana, ma perché, in primo luogo, rappresenta il modo di agire di Dio stesso”. (Messa dell’Agorà di Loreto, 2 settembre 2007) “La sua forza segreta – ci rassicura il Papa – è destinata alla fine a svelarsi, per mostrare chi sono i veri eletti di Dio”: “Coloro che lo temono’, fedeli alla sua parola; ‘gli umili, gli affamati, Israele suo servo’, ossia la comunità del popolo di Dio che, come Maria, è costituita da coloro che sono ‘poveri’, puri e semplici di cuore”. (Udienza generale, 15 febbraio 2006) Maria canta la sua umiltà e con essa la grandezza di Dio. Le parole della cugina Elisabetta, “Benedetta tu fra le donne, benedetto il frutto del tuo grembo”, accendono nel suo spirito un cantico di lode al Signore che ha guardato l’umiltà della sua serva: “L’anima mia magnifica il Signore'. Maria riconosce la grandezza di Dio. Questo è il primo indispensabile sentimento della fede; il sentimento che dà sicurezza all’umana creatura e la libertà dalla paura, pur in mezzo alle bufere della storia". (Celebrazione per la fine del Mese Mariano, 31 maggio 2008) Il cantico di lode del Magnificat, è la riflessione del Pontefice, è “un’autentica e profonda lettura teologica della storia”. Una lettura, ribadisce, “che noi dobbiamo continuamente imparare” da Maria la cui fede “è senza ombre e senza incrinature”. Maria, con la sua umiltà, ci indica la relazione inscindibile tra la grandezza del Creatore e della sua creatura: “Dove scompare Dio, l’uomo non diventa più grande; perde anzi la dignità divina, perde lo splendore di Dio sul suo volto. (…) Solo se Dio è grande, anche l’uomo è grande. Con Maria dobbiamo cominciare a capire che è così. Non dobbiamo allontanarci da Dio, ma rendere presente Dio”. (Messa dell’Assunta, 15 agosto 2005)
Un abbraccio
Enza
Ma qualcuno ha davvero letto il testo?
Cito alcuni passi………per Giorgio1960
…Mentre una teologia maschilista nel passato la aveva relegata ...... molto distaccata dall' uomo, dal seicento in poi, la stessa teologia ha cambiato rotta e le restituito l'onore e la dignità anche di donna fisica".
Per i saccenti si noti bene quell’anche
Ed ancora
Lei non ha mai dubitato, é stata sempre vicina al figlio anche nei momenti più difficili, persino nel momento drammatico dello scandalo della Croce quando tutto pareva finito, un fallimento. Ecco, Maria é colei che tutti dovremmo prendere ad esempio"
Maria dimostra con autorevolezza che la scelta del vangelo non é per niente maschilista: " infatti per venire al mondo Cristo ha scelto una donna.
……..penso che la donna, senza mai tralasciare o trascurare i suoi doveri di madre e sposa, faccia bene a lavorare e ha ogni diritto al pari degli uomimi.
…….Le donne lavorino, ma non dimentichino mai la loro specificità" ………
La cosa importante é non fare del lavoro un idolo o un punto costante di riferimento". Insomma, evitare la idolatria del lavoro: "
per gerr: quel “pure” è pretestuoso …..nel testo non esiste…..(anzi io invece del pure ci vedo un bel punto esclamativo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
Mi dispaice ma la tua è una tattica malriuscita.
Pensa Gerr sei anche tu figlio di una donna, come Maria, che ha sfidato la vita per metterti al mondo!
Ragazzi avete distolto l’attenzione dal vero fulcro del testo:
MARIA: la donna per eccellenza.
MARIA " e credo che sia la più bella e celebre al mondo.
Le top model, le attrici passano, la loro gloria é fugace e passeggera. Maria resta sempre, é appunto la donna perfetta, colei che ha sempre detto sì, con fedeltà e amore……….PROPRIO COME HA FATTO LA MAMMA DI GERR, con fedeltà e amore, METTENDOLO AL MONDO.
Rassegnati gerr: tua mmamma ha “obbedito” e detto si per amore…..facendoti nascere!
Oppure…………sei ……opera dello Spirito Santo?
Ma dove discriminiamo la donna?
Ragazzi ma allora
Vorrei ricordare a Marzia che esiste un modo di parlare “proprietario” le frasi fatte sanno solo di aria fritta!
E lei cosa fa? In cosa crede? E tutto questo egocentrismo? QUANDO AVREMO IL CORAGGIO DI SOSTITUIRE ALLA PAROLA “IO” LA PAROLA “NOI” capiremo quel “SI”…quella donna di nome Maria, suo Figlio che, seppur UOMO HA DETTO SI MORENDO IN CROCE ……………PER I VARI GIORGIO, GERR, MARZIA…………per me ….per te………..
Ah! Dimenticavo: il padre di Gerr……… mi sa tanto che “quel famoso giorno” insieme a sua madre …..ha detto anche lui un bel SI!..........In quanto alle sue preferenze: Dio che paura queste donne obbedienti…….Meglio le disobbedienti…ci creano il pretesto per farci “sentire” uomini…..al contrario delle obbedienti che ci costringono ad “essere” uomini!
Per usare lo stile “Marzia”: chi è causa del suo mal……pianga se stesso!
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mercoledì, marzo 10, 2010
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Quanto prima inserirò una lettera aperta , per ringraziare il mio amico Riccardo e tutti gli artefici del sogno ad occhi aperti vissuto da mio Figlio Alessandro.
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martedì, febbraio 23, 2010
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Musica in corda
Gabriella racconta:
- Qualche mese fa la maestra Susanna ci comunicò che dovevamo partecipare ad un progetto di musica, io a questa notizia arrossii dall’entusiasmo, ero tanto felice, perché ho sempre sognato di suonare uno strumento musicale.
La maestra ci comunicò anche che a questo progetto avrebbero partecipato esclusivamente le tre seconde classi della Don Saverio Bavaro.
Io ero curiosa di conoscere quale fosse lo strumento musicale che avrei suonato, un mio amico mi anticipò e chiese alla maestra quale strumento avremmo suonato.
La maestra ci rispose che noi bambini della 2A avremmo usato il violino, la maestra ci disse che le altre due classi avrebbero suonato la chitarra e il violoncello; io sorrisi di gioia perché il violino era lo strumento che ho sempre desiderato suonare.
Arrivò il giorno delle lezioni di violino, mi sentivo tanto emozionata e il mio pensiero era quello di conoscere quanto prima le mie insegnanti di musica.
Arrivate in classe le insegnanti, fui molto sorpresa, perché davanti a me, si presentarono due belle e molto giovani maestre.
Le due maestre di musica si presentarono alla classe, la prima si chiama Teresa e la seconda Annamaria. La mattina dopo le nostre insegnanti ci consegnarono gli strumenti, il pomeriggio iniziammo le vere lezioni, io ero molto ansiosa di prendere tra le mani il mio strumento e allo stesso tempo ero molto felice di fare la mia prima lezione di violino.
Le lezioni sono durate per qualche settimana, per due volte la settimana abbiamo studiato musica, sino ad arrivare al 22 dicembre, giorno in cui ci siamo esibiti nell’androne principale della mia scuola.
Ero tanto felice di suonare con i miei compagni di scuola, ero tanto emozionata nel vedere tante persone che erano venute a vederci suonare. Io desideravo sedermi accanto alla mia amica del cuore Alice, ma la maestra Susanna ci ha diviso, tra noi due c’era Francesco. Stare vicino ad Alice mi avrebbe dato più coraggio. La cosa più bella è stato suonare in compagnia delle altre classi seconde, che usavano la chitarra e il violoncello.
Una cosa che mi ha molto sorpreso e resa felice è stato il fatto di vedere mia nonna paterna, mio nonno materno e mia zia Domenica presenti alla manifestazione.
Mio padre sempre presente, ha fatto tantissime fotografie a me e ai miei amici, io ero super contenta di sapere mio padre intento a fotografarmi.
La cosa che ci ha reso ancora più felice è l’aver sentito dalla voce della Preside che molto probabilmente, le lezioni continueranno nel nuovo anno, io ho provato tanta gioia.
Alessandro racconta:
Ero curioso di sapere cosa mi avrebbero fatto suonare, gli strumenti che io ho sempre immaginato sono: la tromba, la chitarra, il violino, il tamburo, la pianola, le maracas e il flauto.
Sono tornato a casa incuriosito da questo progetto e non facevo altro che cercare di immaginare lo strumento che avrei suonato.
Un bel giorno la maestra ci ha comunicato che la nostra classe avrebbe suonato la chitarra, ero contentissimo del regalo che le maestre mi stavano facendo, non stavo più nella pelle.
Non vedevo l’ora di raccontarlo a mio padre, ai miei nonni, ai miei zii e alle mie cuginette.
Ero curioso di conoscere i miei insegnanti di musica, arrivò il giorno in cui si sono presentati a scuola
I due erano molto simpatici, e facevano molte battute che ci facevano sorridere.
Quando qualcuno di noi disturbava la lezione, chiacchierando sottovoce con i compagni, loro ci riprendevano dicendoci così:
Hei che ti voglio bene! Contemporaneamente ci facevano l’occhiolino.
Ricordo la prima lezione, non ero molto bravo e facevo solo disastri con le corde, invece di suonare il LA suonavo il RE, ma il maestro se ne accorgeva solo qualche volta, perché tra tanti suoni di chitarra si confondevano gli errori.
Secondo me, i poveri maestri non ci capivano un fico secco in quel disastro di suoni.
Abbiamo frequentato per un bel po’ di giorni il corso di musica, fino ad arrivare al giorno delle prove del concerto.
La cosa che ricordo molto bene è quando il maestro da il via al concerto, usando la sua bacchetta magica.
Abbiamo strimpellato per un po’ di tempo e poi siamo tornati a casa.
Il giorno prima del concerto ero molto emozionato e spaventato, pensavo che non sarei stato bravo e avrei fatto sbagliare i miei compagni. Ma il giorno del concerto mi sentivo sicuro, quando sono entrato in scena ero un po’ preoccupato che si spezzasse qualche corda.
Quando il maestro D’angelico mosse le mani, l’amica di mia sorella Gabriella gli diede la bacchetta magica, il maestro ci fece il segno in su e poi in giù.
Il segno in su significava che dovevamo alzarci e il segno in giù significava che dovevamo sederci.
Dopo qualche istante ci siamo rialzati, abbiamo fatto un piccolo inchino e ci siamo seduti.
Al via del maestro è iniziata la musica, prima ha suonato la sezione dei violini, poi quella delle chitarre con il brano baby blues e infine la sezione dei violoncelli.
Il concerto è stato stupendo e mi sono emozionato tantissimo, perché suonare con quel pubblico mi dava emozione e tanta fame allo stomaco che brontolava come un leone.
Sono stato contento che tra il pubblico era presente mio padre, la sua presenza mi rendeva felice.
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martedì, dicembre 22, 2009
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mercoledì, novembre 18, 2009
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Ciao a tutti,
in questo Blog non poteva mancare questa chicca.
Ringrazio la Evian per aver scelto il pattino tradizionale come mezzo di comunicazione di massa.
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lunedì, ottobre 26, 2009
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Nonostante il sole sia ancora alto e caldo e l’aria della sera sembri quella di inizio giugno, cari ragazzi è arrivato il tempo di rimettersi sui banchi.
Per la mia primogenita Eleonora mercoledì 16 settembre 2009, non solo è il primo giorno di lezione, ma è anche l’arrivo in una nuova scuola: le Medie.
Sicuramente paura ed eccitamento non l’avranno fatta dormire, l’idea di incontrare nuovi compagni di classe, il toto sezioni, il toto insegnanti e l'idea di camminare in una scuola ancora inesplorata avranno reso interminabile una notte normale.
Ore 09.00. il Preside Prof. Michele Vestito ci accoglie, genitori e alunni, nell’aula magna.
Dalle parole del Preside, scopro a malincuore che è finita l’epoca delle due scuole Medie Giovinazzesi, la mia Gugliemo Marconi e la Michelangelo Buonarroti.
Il ministero ha deciso di far sparire le due Istituzioni, come nel più accattivante spot pubblicitario di voga negli Ipermercati.....due al prezzo di uno....2x1.....e, nell'era dello scanner, per ora nessun nome, solo un Codice ad identificare un pezzo di storia cittadina.
E’ finita l’era delle competizioni sportive tra le due scuole.
La mia memoria mi riporta alle classiche sfide tra le due scuole, ma soprattutto agli incontri epici tra il Prof. Piscitelli e il Prof. Giangregorio.
Da oggi, 16 settembre 2009, queste sfide entrano a far parte della storia Giovinazzese.
La coincidenza ha voluto che l’incarico di fondere le due scuole fosse affidato ad un altro sportivo d' Eccellenza, il Preside Prof. Michele Vestito ex hockeysta Campione d’Italia e d’Europa degli anni ’80.
Ore 10.00, iniziano le danze: la Prof Miccione, dapprima scandisce i cognomi dei suoi ragazzi della Prima A poi, radunati i ragazzi e i loro genitori, parte spedita in aula.
A seguire è la Prof Maldari a far l’appello dei componenti della sua Prima B.
Appello rigorosamente in ordine alfabetico…arriva la P…al suono del cognome Poli non nego che io sia stato pervaso dall' emozione per aver accompagnato la mia Eleonora nella scuola che mi ha preparato e forgiato l’adolescenza.
Ok seguiamo la Prof, sono le ore 10.15, è pronta la sorpresa per tutti i genitori:
dopo le presentazioni veniamo coinvolti in una prova di lettura.
Ogni genitore viene invitato a leggere ad alta voce un pensiero del testo “ DESIDERATA”. Onestamente non so se c’è stata più emozione da parte degli adulti o dei ragazzi.
Personalmente mi sono sentito messo alla prova, ma allo stesso tempo ho ritenuto l’idea della lettura un momento molto importante.
Insieme a tutti i genitori presenti, sono stato d’esempio per i ragazzi.
Questa esperienza migliorerà la loro autostima e certamente li aiuterà a sconfiggere la paura di esporsi in pubblico.
Quindi, cari ragazzi non abbiate mai timore di esporvi personalmente nei "luoghi" dove potrete diventare esempi per gli altri. Segue..
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martedì, settembre 22, 2009
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Classifica finale del 1° " TESOREREMO "
1° POSTO Parrocchia Sant'Agostino
2° POSTO Parrocchia San Domenico
3° POSTO Parrocchia San Giuseppe
4° POSTO Parrocchia Immacolata
5° POSTO Parrocchia Concattedrale
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lunedì, luglio 06, 2009
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martedì, giugno 16, 2009
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http://picasaweb.google.it/michelepoli.mp/03Giugno2009ProgettoGIOMOVI#
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venerdì, giugno 05, 2009
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lunedì, maggio 25, 2009
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mercoledì, maggio 06, 2009
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giovedì, marzo 19, 2009
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E' il pomeriggio di un venerdì tipico e stai guidando fino a casa tua.
Sintonizzi la radio. Il notiziario racconta una cosa di poca importanza: in un paese lontano sono morte 3 persone di una qualche influenza che mai si era vista prima. non dai molta attenzione a questa notizia...IL lunedì quando ti svegli, senti che non sono più 3, sono 30000 persone che sono morte tra le colline remote dell'India.
Persone del controllo della sanità degli Stati Uniti sono andate a verificare.Il Martedì diventa la notizia più importante della prima pagina del giornale, perchè ormai non è solo l'India ma anche il Pakistan, Iran e Afghanistan e velocemente la notizia esce in tutti i notiziari. La stanno chiamando "L'influenza misteriosa" e tutti si domandano: Come la controlleremo?
C'è panico in Europa e si chiudono le frontiere.
Senti al telegiornale la traduzione di una donna,in Francia, che racconta di un uomo trovato morto nell'ospedale per l'influenza misteriosa.I telegiornali dicono che,quando hai il virus, per una settimana non ti rendi conto di averlo.
Dopo hai 4 giorni di dolori terribili e poi muori. Anche l'Inghilterra chiude le frontiere, però è tardi. L'indomani il presidente degli Stati Uniti chiude le frontiere per evitare il contagio nel paese, fino a quando non avranno trovato la cura...Il giorno seguente la gente si riunisce nelle chiese per pregare per una cura ed entra qualcuno dicendo "Prendete la radio e ascoltate la notizia!!":2 donne sono morte a New York.
Ormai sembra che l'influenza abbia contagiato il mondo.Gli scienziati continuano a cercare l'antidoto, però niente sembra funzionare.
Presto arriva la notizia tanto attesa: Si è decifrato il codice del DNA del virus. Si può fare l'antidoto.
C'è bisogno del sangue di qualcuno che non sia stato infettato e subito corre la notizia che tutti corrano all'ospedale più vicino per fare degli esami del sangue.vai di tua volontà e porti la tua famiglia, insieme ai tuoi vicini, domandandoti: che succederà? Sarà così che finirà il mondo?...All'ospedale, dopo gli esami, esce un dottore gridando un nome. Il più piccolo dei tuoi figli è vicino a te, ti afferra per il giacchetto e dice: "Papà? è il mio nome." Prima che puoi reagire ti tolgono tuo figlio e tu gridi: "ASPETTA!..." E loro rispondono: "tutto andrà bene, il suo sangue è pulito, il suo sangue è puro.Crediamo che abbia il tipo di sangue giusto."Dopo 5 minuti i dottori escono gridando e ridendo. E' la prima volta che vedi ridere qualcuno dopo una settimana.
Il dottore più anziano si avvicina a te e dice: "Grazie, signore!, il sangue di suo figlio è puro, si può fare l'antidoto..."La notizia corre da tutte le parti, la gente piange e grida di felicità.
Allora il dottore si avvicina a te e alla tua moglie e dice: "Possiamo parlarvi per un momento?...E' che non sapevamo che il donatore sarebbe stato un bambino e abbiamo bisogno che firmiate queste carte per dare il sangue." Mentre leggi il foglio ti rendi conto che non è specificata la quantità di sangue e chiedi: "Quanto sangue?...
"Il sorriso del dottore sparisce e risponde: "Non pensavamo che sarebbe stato un bambino. Non eravamo preparati. Lo dobbiamo usare tutto!..."Non ci credi e cerchi di reclamare:"Però, Però...". Il dottore continua insistendo, "Non capisce, stiamo parlando della cura per tutto il mondo! Per favore firmi,abbiamo bisogno di tutto il sangue .
Tu chiedi: "ma non potete fare una transfusione?" E la risposta è: "se troveremo altro sangue puro lo faremo... Firmerà? Per favore?...Firmi!!....!In silenzio e senza sentire più le dita della mano che stringevano la penna, FIRMI. Ti domandano "Vuoi vedere a tuo figlio?
"Cammini fino alla sala di emergenza dove sta tuo figlio seduto dicendo: "Papà!, Mamma! che succede?" Prendi la sua mano e gli dici: "Figlio, Tua madre e io ti amiamo tantissimmo, ti amiamo e mai permetteremo che ti avvenga qualcosa che non sia necessario, capisci questo?
" E quando il dottore ritorna e dice: "Mi dispiace ma dobbiamo cominciare, persone in tutto il mondo stanno morendo"...Tu te ne saresti andato?
Avresti potuto voltare le spalle e lasciare tuo filgio lì?... Mentre lui ti dice: "Papà?, Mamma? perchè mi abbandonate?.."La settimana dopo, mentre stai facendo una cerimonia per onorare tuo figlio, c'è qualcuno che dorme a casa sua, altri non sono venuti perchè preferivano andare a passeggiare o vedere una partita di calcio e altri vengono alla cerimonia, con un sorriso falso facendo finta che gli importi davvero.Vorresti fermare tutto e gridare: "Mio figlio è morto per voi!!!! Per caso vi importa?..."A volte è questo quello che Dio ci vuole dire: "Mio figlio è morto per voi, e non riuscite a capire quanto vi amo?
"E' curioso vedere come è semplice per le persone rifiutare Dio, e dopo chiedersi perchè il mondo va di male in peggio.E' curioso vedere come crediamo a quello che è scritto sul giornale, però contestiamo quello che è scritto sulla Bibbia.E' curioso come ci sforziamo giorno dopo giorno accumulando beni terreni e non ci dedichiamo neanche un minuto a fare tesoro delle cose celestiali.E' curioso come qualcuno dice: "Io credo in Dio", però con le sue azioni dimostra che segue altri scopi.E' curioso come inviamo migliaia di "scherzi" attraverso una email, le stesse che si spandono come un fuoco..., però quando inviamo messaggi che riguardano Dio, la gente ci pensa prima di parlarne con altri!
E' curioso come la lussuria cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso il Ciber-Spazio, mentre la discussione su Gesù è soffocata nelle scuole e nei posti di lavoro.E' CURIOSO, VERO??
Più curioso è vedere un cristiano così fervido la domenica, ma invisibile il resto della settimana.E' curioso che quando finisci di leggere questo messaggio, non senti la necessità di inviarlo a molti di quelli che sono nella lista d'email; semplicemente perchè non sei sicuro(a) di quello che loro credono o andranno a pensare di te.E' curioso che noi ci preoccupiamo di quello che la gente pensi, piuttosto di quello che DIO pensi di noi.
Non ti trattenere, Invialo, devi solo pigiare Inoltra!!!...
Dio ti benedica
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martedì, marzo 03, 2009
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Ricordati che TU fai la differenza.
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti.
Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini.
Non può comprendere profondamente le cose come gli altri.
Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò:
Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese:
Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse:
Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono, Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.
I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre .
All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla:
avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece...Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare:
Shay corri in prima base!
Corri in prima base!
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:
Corri fino alla seconda base!
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano:
Bravo Shay, vai così! Ora corri!
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:
Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
Quel giorno, disse il padre piangendo, i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre..non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:
In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.
Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.
Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone 'appropriate' o'inappropriate' a ricevere questo messaggio.
Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che
TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.
Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il naturale corso delle cose a realizzarsi.
Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla di amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?
Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.
Ora tu hai 2 scelte:
1.cancellare
2.inoltrare
Possa questo giorno essere un giorno luminoso.
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mercoledì, gennaio 21, 2009
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Buongiorno a Tutti,
sport e solidarietà negli ultimi anni sono l'unico modo per avvicinarmi al mio amato sport, l'hockey pista.
Martedì 23 dicembre 2008 in qualità di allenatore, ho avuto l'onore di partecipare ad un torneo di hockey pista con l'intento di raccogliere fondi per la ricerca contro la fibrosi cistica.
Ringrazio il Presidente dell'HC Molfetta per avermi invitato alla manifestazione e allo stesso modo ringrazio i miei ex ragazzi della classe del 1980, per avermi fortemente voluto alla guida della loro squadra.
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michele poli
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mercoledì, gennaio 07, 2009
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A Te che sei.............Auguri Di Buon Natale e Felice Anno Nuovo
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
(Grazie a Gianluca, Teresa per questo testo e a Stefy, Fabry, Silvia per le correzioni)
Testi di Jovanotti
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lunedì, dicembre 22, 2008
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