lunedì 26 ottobre 2009


video


Ciao a tutti,


in questo Blog non poteva mancare questa chicca.


Ringrazio la Evian per aver scelto il pattino tradizionale come mezzo di comunicazione di massa.

martedì 22 settembre 2009

16/09/09, non solo è il primo giorno di lezione ma è anche l’arrivo in una nuova scuola.Per il momento il suo nome è un codice come l'influenza, H2N2?


Nonostante il sole sia ancora alto e caldo e l’aria della sera sembri quella di inizio giugno, cari ragazzi è arrivato il tempo di rimettersi sui banchi.
Per la mia primogenita Eleonora mercoledì 16 settembre 2009, non solo è il primo giorno di lezione, ma è anche l’arrivo in una nuova scuola: le Medie.
Sicuramente paura ed eccitamento non l’avranno fatta dormire, l’idea di incontrare nuovi compagni di classe, il toto sezioni, il toto insegnanti e l'idea di camminare in una scuola ancora inesplorata avranno reso interminabile una notte normale.
Ore 09.00. il Preside Prof. Michele Vestito ci accoglie, genitori e alunni, nell’aula magna.
Dalle parole del Preside, scopro a malincuore che è finita l’epoca delle due scuole Medie Giovinazzesi, la mia Gugliemo Marconi e la Michelangelo Buonarroti.
Il ministero ha deciso di far sparire le due Istituzioni, come nel più accattivante spot pubblicitario di voga negli Ipermercati.....due al prezzo di uno....2x1.....e, nell'era dello scanner, per ora nessun nome, solo un Codice ad identificare un pezzo di storia cittadina.
E’ finita l’era delle competizioni sportive tra le due scuole.
La mia memoria mi riporta alle classiche sfide tra le due scuole, ma soprattutto agli incontri epici tra il Prof. Piscitelli e il Prof. Giangregorio.
Da oggi, 16 settembre 2009, queste sfide entrano a far parte della storia Giovinazzese.
La coincidenza ha voluto che l’incarico di fondere le due scuole fosse affidato ad un altro sportivo d' Eccellenza, il Preside Prof. Michele Vestito ex hockeysta Campione d’Italia e d’Europa degli anni ’80.
Ore 10.00, iniziano le danze: la Prof Miccione, dapprima scandisce i cognomi dei suoi ragazzi della Prima A poi, radunati i ragazzi e i loro genitori, parte spedita in aula.
A seguire è la Prof Maldari a far l’appello dei componenti della sua Prima B.
Appello rigorosamente in ordine alfabetico…arriva la P…al suono del cognome Poli non nego che io sia stato pervaso dall' emozione per aver accompagnato la mia Eleonora nella scuola che mi ha preparato e forgiato l’adolescenza.
Ok seguiamo la Prof, sono le ore 10.15, è pronta la sorpresa per tutti i genitori:
dopo le presentazioni veniamo coinvolti in una prova di lettura.
Ogni genitore viene invitato a leggere ad alta voce un pensiero del testo “ DESIDERATA”. Onestamente non so se c’è stata più emozione da parte degli adulti o dei ragazzi.
Personalmente mi sono sentito messo alla prova, ma allo stesso tempo ho ritenuto l’idea della lettura un momento molto importante.
Insieme a tutti i genitori presenti, sono stato d’esempio per i ragazzi.
Questa esperienza migliorerà la loro autostima e certamente li aiuterà a sconfiggere la paura di esporsi in pubblico.
Quindi, cari ragazzi non abbiate mai timore di esporvi personalmente nei "luoghi" dove potrete diventare esempi per gli altri. Segue..

lunedì 6 luglio 2009

Moggi o non Moggi vinceremo anche oggi. La Parrocchia Sant'Agostino si aggiudica il primo "TESOREREMO" preludio del "GAMBEREMO 2009"




a cura di Carmela Zaza
"Ogni anno l'associazione Juvenatium di Giovinazzo organizza la gara sportiva denominata "Gamberemo - il palio dei rioni" a cui partecipano giovani delle cinque parrocchie cittadine che si cimentano in gare di corsa e staffette di vario tipo.
Quest'anno, per la prima volta è stata predisposta anche una manifestazione che ha coinvolto i bambini e i ragazzi delle parrocchie dai 9 ai 12 anni e che si è svolta sabato 4 luglio in Piazza Vittorio Emanuele II.
Essa è servita a determinare l'ordine di partenza del Gamberemo di agosto.
La manifestazione è stata chiamata "Tesoreremo" perchè era una piccola caccia al tesoro con quiz, domande di cultura generale, indovinelli, cruciverba di vario genere, giochi d'acqua e di abilità, tutti a misura di bambino.
Lo scopo della gara era ricostruire una massima attraverso l'assemblaggio dei vari suoi pezzi che venivano distribuiti una volta superate le prove.
I bambini partecipanti si sono divertiti, hanno collaborato con serenità nelle varie prove e hanno dato il meglio di sè in ogni gioco.
Alla fine ha vinto la parrocchia Sant'Agostino con un largo margine sulle altre squadre partecipanti forse grazie a una organizzazione più lineare ed efficace e anche al valore dei partecipanti.
Al termine cioccolate, attestati e premi per tutti.
Mi preme infine sottolineare la bellezza della massima che è stata ricostruita:

"Un atleta deve essere non solo un campione nello sport, ma anche un modello di umanità. Abbiate sempre comportamenti personali che incoraggino e stimolano al bene" (Papa Giovanni Paolo II).

Credo che sia una frase da incorniciare e da ricordare in ogni competizione sportiva ma anche nella vita dove tutti siamo atleti che giocano la partita più importante."




Ringrazio immensamente Carmela Zaza , per aver condotto egregiamente i nostri bambini alla vittoria del primo TESOREREMO.

PER CHI VOLESSE SCARICARE LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE ECCO A VOI IL LINK DOVE CLICCARE PER COLLEGARSI E PRELEVARE LE FOTO DI VOSTRO INTERESSE:

Classifica finale del 1° " TESOREREMO "



1° POSTO Parrocchia Sant'Agostino



2° POSTO Parrocchia San Domenico


3° POSTO Parrocchia San Giuseppe



4° POSTO Parrocchia Immacolata




5° POSTO Parrocchia Concattedrale



Arrivederci al prossimo anno

Michele Poli

martedì 16 giugno 2009

la 5A e la 5B della Don Saverio Bavaro festeggiano l'addio alla scuola elementare


http://picasaweb.google.com/michelepoli.mp/AddioAllaScuolaElementare5AE5B20082009ScuolaDonSaverioBavaro#
A breve ci sarà anche un piccolo commento.
Collegandovi al link su in alto, potete scaricare le foto della cena.
saluti
Michele Poli

venerdì 5 giugno 2009

PROGETTO GIO.MO.VI 2008/2009 2°CIRCOLO DIDATTICO "DON SAVERIO BAVARO"




Chi mi conosce e magari ha letto un po’ il mio Blog conosce qual è il mio concetto di sport,è competizione, ma non è necessariamente attività agonistica specialistica precoce,ma bensì è un confronto con gli altri.E' arricchimento dell’individuo, nel momento in cui entra in tensione con un altro per migliorare se stesso e per migliorare anche il gruppo, perché senza l’altro noi non esisteremmo.
Il progetto GIO.MO.VI. organizzato dal 2° Circolo Didattico “Don Saverio Bavaro” sposa pienamente questo mio concetto.
Mercoledì 3 giugno ho avuto la fortuna di assistere alla manifestazione finale del
GIO.MO.VI., Gioco, Movimento e Vita sicuramente è la più giusta denominazione del progetto.
Questo lavoro rappresenta per le attività motorie, un percorso campione, che potrebbe anche rivoluzionare il rapporto tra l’associazionismo sportivo, e l’altra agenzia culturale che è la scuola .
Ahimè da tecnico di Pattinaggio e Hockey Pista, nella città dove il Pattinaggio e l’Hockey Pista la fanno da padrone da sempre, ha colpito molto non vedere bimbi sui pattini.
Il mio augurio è che il prossimo GIO.MO.VI come nel Gamberemo, potremo assistere anche a bambini che ondeggiano sulle rotelle.



Con il progetto GIO.MO.VI. si parla di motricità, psicomotricità, quindi un discorso che diventa più serio e più riflessivo, perché il Bambino sembra che apprenda meglio certe cose; non dimenticando che proprio la motricità e quindi l’immagine che il Bambino ha del proprio corpo, è il numero fondamentale per la formazione della personalità dell’individuo.
Quindi il GIO.MO.VI è una grande forma di crescita sociale.
Per finire, voglio congratularmi Con la Dirigente Scolastica Dr.ssa Carmela Rossiello,

con le docenti, il personale non docente e le consulenti esterne, tutti hanno saputo organizzare una giornata di sport meravigliosa, con la presenza di circa 500 bambini.
Michele Poli

n.b. Se sei interessato a visionare le foto della Manifestazione GIO.MO.VI e scaricarle sul tuo PC , puoi collegarti al seguente link:

http://picasaweb.google.it/michelepoli.mp/03Giugno2009ProgettoGIOMOVI#









lunedì 25 maggio 2009

I Delfini di Fabio Pansini della ASD ATLETICO GIOVINAZZO




Ciao a tutti,


dopo un anno di lavoro i ragazzini del Mister Fabio Pansini si sono cimentati con le scuole di calcio Giovinazzesi.


Come sempre il lavoro, la preparazione e la professionalità del Prof. Fabio ha dato i suoi frutti.
Io come genitore, non posso che essere super soddisfatto.
Da addetto ai lavori approvo pienamente le metodologie applicate dal mister , perchè il Mister Fabio ha dimostrato di avere le seguenti caratteristiche:
come allenatore del Settore Giovanile oltre a possedere attitudini innate, è in possesso di un costante equilibrio emotivo, arricchito dall'ottimismo, dall'umorismo e dallo spirito lieto.
Inoltre non hai mai atteggiamenti di ansietà, di malumore, d'intolleranza e di sfiducia.
Egli è consapevole che il Bambino non pensa meno, non pensa in maniera più povera, non in modo peggiore degli adulti , ma che egli pensa solo in maniera diversa,
Inoltre queste qualità sono accompagnate da una buona formazione di base e una grossa volontà di aggiornamento.
Grazie Fabio sei sulla strada giusta.


Per chi volesse scaricare le foto degli incontri può collegarsi al mio link :


Attenzione le foto vengono aggiunte giornalmente, quindi vi consiglio di collegarvi più volte, potreste trovare nuove foto.
Le foto sono oltre 170


Saluti a Tutti e alla prossima


Michele Poli




mercoledì 6 maggio 2009

PROGETTO ACCOGLIENZA


Ciao,
chiedo a ciascuno qualche minuto di pazienza per condividere con Voi un appello abbastanza urgente.
C'e' un progetto di accoglienza per bambini bielorussi promosso dall'associazione 'Accoglienza Senza Confini' di Terlizzi (http://www.accoglienzaterlizzi.it/).


Riguardo a questo progetto c'e' un appello per l'accoglienza di un bambino bielorusso di 11 anni.
Egli e' stato gia' accolto, e lo sarebbe stato anche quest'anno, da una famiglia che pero' ha dovuto improvvisamente ritirare la disponibilita'.
Il periodo di accoglienza e' di 2 mesi, da fine giugno a fine agosto.
Le date esatte non le conosco... non ho molte informazioni a riguardo.
Mi sembra di aver capito che adesso il bambino e' ospite di un istituto, insieme agli altri bambini inseriti nel progetto.
Se non si trova una famiglia disposta ad accoglierlo, il giorno in cui gli altri bambini saranno accolti nelle famiglie egli dovra' mestamente rimanere in Bielorussia.
Se qualcuna delle vostre famiglie puo' essere interessata vi chiedo di comunicarmi la disponibilita' entro un paio di giorni cosi' che vi metta in contatto con i volontari che gestiscono il progetto.
Grazie per l'attenzione
Michele

N.B. potete contattare direttamente il mio amico Raffaele Lasorsa agli indirizzi qui riportati
raffaele.lasorsa@alcatel-lucent.com
tel. ufficio 080 5838 209
Via Napoli, 363/C - 70123 Bari (BA)
cellulare 328 8486 201
o il sito accoglienza Terlizzi http://www.accoglienzaterlizzi.it/

giovedì 19 marzo 2009

28 marzo alle 20:30 spegnete le luci , sarà l'Ora della Terra



Ciao,il 28 Marzo alle 20:30 sarà l'Ora della Terra. Spegnerò le luci per un'ora insieme a milioni di persone dalle Isole Fiji all'Alaska, dal Sud Africa alla Cina. Accenderemo un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.Con il WWF ti invito ad unirti a noi http://wpop12.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=I2bwHVepSD/1wXlh/GZdbvEXMg46EqTZLVvZ19Njc5H9JI%2B3m2ww%2B4NSEbuOp/n5L%2B3MS1AcPb8%3D&Link=http%3A//www.wwf.it/oradellaterra/registrati.aspxAffrettati

Che cos´è?
E´ semplice come premere un interruttoreIl 31 marzo 2007 Sidney si spegne per un´ora, coinvolgendo 2,2 milioni di cittadini, uniti nel semplice gesto del click dell´interruttore. Nel 2008 il gesto fa il giro del mondo e a rimanere al buio sono 370 città con 50 milioni di click che fanno di Earth Hour un movimento globale per la sostenibilità. Simbolicamente si spengono il Golden Gate Bridge di San Francisco, il Colosseo a Roma, Times Square a New York, il teatro dell´opera a Sidney e centinaia di altre icone. Si organizzano cene a lume di candela, cortei di fiaccole alle Fiji. Va al `buio´ la pagina di Google, si abbassano le luci negli studi televisivi dei tg in Australia. La Rete registra con video e foto da tutto il mondo un fenomeno planetario, sostengono l´evento il premio Oscar Cate Blanchett e l´oro olimpico Cathy Freeman.
Quest´anno il WWF con Earth Hour mira ancora più alto e l´obiettivo è mille città e un miliardo di persone da coinvolgere il 28 marzo dalle 20:30 alle 21:30. Ad oggi, oltre 64 paesi in tutto il mondo hanno aderito (guarda la mappa) e il numero cresce ogni giorno di più, come il numero delle persone che con una semplice azione intendono dire ai leader del Pianeta che è giunto il momento di agire contro i cambiamenti climatici.In Italia, il WWF si è posto un grande obiettivo. Fare di più dello scorso anno, dare un segnale ancora più forte: perché quest´anno il nostro Paese ospita il G8 e il clima sarà un tema costante nell´agenda internazionale, fino alla Conferenza di Copenaghen prevista per dicembre. Non a caso il WWF ha definito il 2009 "Anno del Clima": un anno decisivo per spingere i governi e le istituzioni a compiere le scelte giuste. Un anno che il WWF Italia ha inaugurato consegnando un simbolico Calendario del Clima al Presidente della Camera Fini, al Quirinale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Conferenza Stato Regione, ai sindaci di centinaia di comuni e ai Presidenti di 10 Regioni italiane: per ricordare loro che non c´è più tempo da perdere. Un anno il cui il WWF continua il suo impegno: Earth Hour è infatti una tappa fondamentale della Campagna Generazione Clima che, al suo terzo anno, si pone l´obiettivo di attivare imprese, istituzioni e cittadini nella lotta ai cambiamenti climatici.Il 28 marzo è una data cruciale di questo Anno del Clima. Ecco perché è importante che tutta l´Italia spenga le luci nell´Ora della Terra: ed è importante che anche tu, nella tua casa, o dovunque ti troverai, partecipi a questo grande momento e spieghi a chi ti è vicino l´importanza del tuo gesto. Scegli di stare al fianco del WWF nell´Ora della Terra, conferma che ci sarai anche tu. Ti unirai alle centinaia di migliaia di persone che hanno già aderito a questo evento.

martedì 3 marzo 2009

Sacrificheresti tuo figlio per l'umanità?

E' il pomeriggio di un venerdì tipico e stai guidando fino a casa tua.

Sintonizzi la radio. Il notiziario racconta una cosa di poca importanza: in un paese lontano sono morte 3 persone di una qualche influenza che mai si era vista prima. non dai molta attenzione a questa notizia...IL lunedì quando ti svegli, senti che non sono più 3, sono 30000 persone che sono morte tra le colline remote dell'India.

Persone del controllo della sanità degli Stati Uniti sono andate a verificare.Il Martedì diventa la notizia più importante della prima pagina del giornale, perchè ormai non è solo l'India ma anche il Pakistan, Iran e Afghanistan e velocemente la notizia esce in tutti i notiziari. La stanno chiamando "L'influenza misteriosa" e tutti si domandano: Come la controlleremo?

C'è panico in Europa e si chiudono le frontiere.

Senti al telegiornale la traduzione di una donna,in Francia, che racconta di un uomo trovato morto nell'ospedale per l'influenza misteriosa.I telegiornali dicono che,quando hai il virus, per una settimana non ti rendi conto di averlo.

Dopo hai 4 giorni di dolori terribili e poi muori. Anche l'Inghilterra chiude le frontiere, però è tardi. L'indomani il presidente degli Stati Uniti chiude le frontiere per evitare il contagio nel paese, fino a quando non avranno trovato la cura...Il giorno seguente la gente si riunisce nelle chiese per pregare per una cura ed entra qualcuno dicendo "Prendete la radio e ascoltate la notizia!!":2 donne sono morte a New York.

Ormai sembra che l'influenza abbia contagiato il mondo.Gli scienziati continuano a cercare l'antidoto, però niente sembra funzionare.

Presto arriva la notizia tanto attesa: Si è decifrato il codice del DNA del virus. Si può fare l'antidoto.

C'è bisogno del sangue di qualcuno che non sia stato infettato e subito corre la notizia che tutti corrano all'ospedale più vicino per fare degli esami del sangue.vai di tua volontà e porti la tua famiglia, insieme ai tuoi vicini, domandandoti: che succederà? Sarà così che finirà il mondo?...All'ospedale, dopo gli esami, esce un dottore gridando un nome. Il più piccolo dei tuoi figli è vicino a te, ti afferra per il giacchetto e dice: "Papà? è il mio nome." Prima che puoi reagire ti tolgono tuo figlio e tu gridi: "ASPETTA!..." E loro rispondono: "tutto andrà bene, il suo sangue è pulito, il suo sangue è puro.Crediamo che abbia il tipo di sangue giusto."Dopo 5 minuti i dottori escono gridando e ridendo. E' la prima volta che vedi ridere qualcuno dopo una settimana.

Il dottore più anziano si avvicina a te e dice: "Grazie, signore!, il sangue di suo figlio è puro, si può fare l'antidoto..."La notizia corre da tutte le parti, la gente piange e grida di felicità.

Allora il dottore si avvicina a te e alla tua moglie e dice: "Possiamo parlarvi per un momento?...E' che non sapevamo che il donatore sarebbe stato un bambino e abbiamo bisogno che firmiate queste carte per dare il sangue." Mentre leggi il foglio ti rendi conto che non è specificata la quantità di sangue e chiedi: "Quanto sangue?...

"Il sorriso del dottore sparisce e risponde: "Non pensavamo che sarebbe stato un bambino. Non eravamo preparati. Lo dobbiamo usare tutto!..."Non ci credi e cerchi di reclamare:"Però, Però...". Il dottore continua insistendo, "Non capisce, stiamo parlando della cura per tutto il mondo! Per favore firmi,abbiamo bisogno di tutto il sangue .

Tu chiedi: "ma non potete fare una transfusione?" E la risposta è: "se troveremo altro sangue puro lo faremo... Firmerà? Per favore?...Firmi!!....!In silenzio e senza sentire più le dita della mano che stringevano la penna, FIRMI. Ti domandano "Vuoi vedere a tuo figlio?

"Cammini fino alla sala di emergenza dove sta tuo figlio seduto dicendo: "Papà!, Mamma! che succede?" Prendi la sua mano e gli dici: "Figlio, Tua madre e io ti amiamo tantissimmo, ti amiamo e mai permetteremo che ti avvenga qualcosa che non sia necessario, capisci questo?

" E quando il dottore ritorna e dice: "Mi dispiace ma dobbiamo cominciare, persone in tutto il mondo stanno morendo"...Tu te ne saresti andato?

Avresti potuto voltare le spalle e lasciare tuo filgio lì?... Mentre lui ti dice: "Papà?, Mamma? perchè mi abbandonate?.."La settimana dopo, mentre stai facendo una cerimonia per onorare tuo figlio, c'è qualcuno che dorme a casa sua, altri non sono venuti perchè preferivano andare a passeggiare o vedere una partita di calcio e altri vengono alla cerimonia, con un sorriso falso facendo finta che gli importi davvero.Vorresti fermare tutto e gridare: "Mio figlio è morto per voi!!!! Per caso vi importa?..."A volte è questo quello che Dio ci vuole dire: "Mio figlio è morto per voi, e non riuscite a capire quanto vi amo?

"E' curioso vedere come è semplice per le persone rifiutare Dio, e dopo chiedersi perchè il mondo va di male in peggio.E' curioso vedere come crediamo a quello che è scritto sul giornale, però contestiamo quello che è scritto sulla Bibbia.E' curioso come ci sforziamo giorno dopo giorno accumulando beni terreni e non ci dedichiamo neanche un minuto a fare tesoro delle cose celestiali.E' curioso come qualcuno dice: "Io credo in Dio", però con le sue azioni dimostra che segue altri scopi.E' curioso come inviamo migliaia di "scherzi" attraverso una email, le stesse che si spandono come un fuoco..., però quando inviamo messaggi che riguardano Dio, la gente ci pensa prima di parlarne con altri!

E' curioso come la lussuria cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso il Ciber-Spazio, mentre la discussione su Gesù è soffocata nelle scuole e nei posti di lavoro.E' CURIOSO, VERO??

Più curioso è vedere un cristiano così fervido la domenica, ma invisibile il resto della settimana.E' curioso che quando finisci di leggere questo messaggio, non senti la necessità di inviarlo a molti di quelli che sono nella lista d'email; semplicemente perchè non sei sicuro(a) di quello che loro credono o andranno a pensare di te.E' curioso che noi ci preoccupiamo di quello che la gente pensi, piuttosto di quello che DIO pensi di noi.

Non ti trattenere, Invialo, devi solo pigiare Inoltra!!!...

Dio ti benedica

mercoledì 21 gennaio 2009

LA VERA SPORTIVITA'

Ricordati che TU fai la differenza.


Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti.
Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini.
Non può comprendere profondamente le cose come gli altri.
Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò:
Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese:
Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse:
Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono, Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.
I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre .
All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?

Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla:

avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece...Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare:
Shay corri in prima base!
Corri in prima base!
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:
Corri fino alla seconda base!
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano:
Bravo Shay, vai così! Ora corri!
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:
Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
Quel giorno, disse il padre piangendo, i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre..non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.

ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:
In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.
Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.
Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone 'appropriate' o'inappropriate' a ricevere questo messaggio.
Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che
TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.
Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il naturale corso delle cose a realizzarsi.
Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla di amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?
Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.
Ora tu hai 2 scelte:
1.cancellare
2.inoltrare
Possa questo giorno essere un giorno luminoso.

mercoledì 7 gennaio 2009

solidarietà per la ricerca contro la FIBROSI CISTICA

Buongiorno a Tutti,
sport e solidarietà negli ultimi anni sono l'unico modo per avvicinarmi al mio amato sport, l'hockey pista.
Martedì 23 dicembre 2008 in qualità di allenatore, ho avuto l'onore di partecipare ad un torneo di hockey pista con l'intento di raccogliere fondi per la ricerca contro la fibrosi cistica.
Ringrazio il Presidente dell'HC Molfetta per avermi invitato alla manifestazione e allo stesso modo ringrazio i miei ex ragazzi della classe del 1980, per avermi fortemente voluto alla guida della loro squadra.


A loro dedico questo piccolo post e grazie per l'emozione donatami.
Al grande Lucio un augurio particolare, quanto prima ritorneremo a chiamarti Papà Lucio.
Michele Poli

lunedì 22 dicembre 2008

auguri a Te che sei...................




A Te che sei.............Auguri Di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...


(Grazie a Gianluca, Teresa per questo testo e a Stefy, Fabry, Silvia per le correzioni)

Testi di Jovanotti

mercoledì 3 dicembre 2008

prepariamoci al Natale



Filastrocca per Gesù Bambino
che nasce stanotte piccino piccino
che nasce stanotte col freddo che fa
che nasce soletto con mamma e papà.
Non ha coperte, non ha focherello
ha solamente il bue e l'asinello
per scaldarsi, poverino,
non ha legna né camino
ma porta un amore sì grande e profondo
che può scaldare anche tutto il mondo.


In questo momento di recessione Mondiale ,
l'augurio al Mondo intero mi sembra la cosa più naturale da fare.
Con lo spirito lieto che mi accompagna verso Natale 2008, mi son divertito ha creare dei piccoli filmati.
Queste piccole clip accompagnano e anticipano i miei auguri e quelli di tutta la mia Famiglia,
per vedere i filmati basta cliccare sui link qui in basso.

http://elfyourself.jibjab.com/view/dlx0rSs3Ry5REDLn8T5e disco


http://elfyourself.jibjab.com/view/fFtS7ONpZrL0eeOvhasi classic


http://elfyourself.jibjab.com/view/WR5EIVBCwPI05FL9FAtX charleston


http://elfyourself.jibjab.com/view/u1Utp6nNMpsCYZFpfqlx country

domenica 19 ottobre 2008

cerimonia iniziale e primi minuti del secondo tempo della finale di Coppa delle coppe di hockey pista







in questi primi quattro minuti potrete vedere il gran gol di Pino Marzella che portò sul 6-2 il Giovinazzo, ma la strada è ancora lunga, bisogna segnare ancora tre reti per disputare i supplementari.

mercoledì 15 ottobre 2008

pubblicazione di prova 1982 - 1992 Dieci anni di successi HC MOLFETTA

martedì 7 ottobre 2008

Il potere delle mafie cresce e si rafforza grazie all’omertà, ma a stare zitti si rischia molto di più, perché si diventa schiavi (Don Ciotti)


Venerdì 10 Ottobre 2008 venite tutti presso la Sala San Felice (Centro Storico) - Giovinazzo

visto l'impegno sul tema della legalità della regione Puglia e visto che proprio la Campania ci accoglierà nella prossima giornata della memoria potremmo pubblicizzare la presentazione del libro di Gianni Solino, amico e punto di riferimento per la lotta contro le mafie.
Crediamo possa essere una bella occasione di confronto da non perdere.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

" Ragazzi della Terra di Nessuno"

di Gianni Solino

venerdì 26 settembre 2008

A PROPOSITO DI SPORT E PACE, ECCO A VOI SERVITO IL SIGNORE DELLA PACE: Don Tonino Bello

clicca sulla foto per ingrandirla




Se qualcuno avesse qualche dubbio sulla mia formazione sulla Pace, eccolo servito.
Molti di voi non lo conoscono, tantissimi altri conoscono questa figura immensa.
Io mi sento un eletto e fortunato sportivo, grazie al Pattinare ho potuto conoscere e ammirare uno dei Santi del nuovo millennio.
Don Tonino con la figura di Padre Pio sarà sicuramente l'icona più importante della Puglia degli anni 2000.

Le frasi sulla Pace di Don Tonino, resteranno fisse ed immutabili nella mia mente.
La fiaccolata sui pattini dove era sempre presente, era il momento più bello della stagione, tutti eravamo ansiosi di ascoltare i suoi discorsi di SPORT E PACE.

Grazie Don Tonino.

Nato ad Alessano (Lecce) il 18 marzo 1935, Antonio Bello rimarrà sempre, anche quando sarà Vescovo,” don Tonino.

Nel 1982 viene nominato Vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi e nel 85, presidente di “Pax Christi”.

Comunione, evangelizzazione e scelta degli ultimi sono i perni su cui svilupperà la sua idea di Chiesa (la “Chiesa del Grembiule”) Lo troviamo così assieme agli operai delle acciaierie di Giovinazzo le AFP in lotta per il lavoro, insieme ai pacifisti nella marcia a Comiso contro l’installazione dei missili, insieme agli sfrattati che ospiterà in episcopio (“Io non risolvo il problema degli sfrattati ospitando famiglie in vescovado. Non spetta a me farlo, spetta alle istituzioni: però io ho posto un segno di condivisione che alla gente deve indicare traiettorie nuove,insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa.).

Rinuncia ai “segni di potere” e sceglie il “Potere dei Segni”: nascono così la Casa della Pace, la comunità per i tossicodipendenti Apulia, un centro di accoglienza per immigrati dove volle anche una piccola moschea per i fratelli Musulmani.

L’inevitabile scontro con gli uomini politici si fa durissimo quando diventa presidente di Pax Christi: la battaglia contro l’installazione degli F16 a Crotone, degli Jupiter a Gioia del Colle, le campagne per il disarmo, per l’obbiezione fiscale alle spese militari, segneranno momenti difficili della vita pubblica italiana. Dopo gli interventi sulla guerra del Golfo venne addirittura accusato di incitare alla diserzione.

Eppure c’è stata sempre una limpida coerenza nelle sue scelte di uomo, di cristiano, di sacerdote, di vescovo. E’ stato così coerente da creare imbarazzo perfino in certi ambienti, compresi quelli curiali: sapeva di essere diventato un vescovo scomodo.

Ma la fedeltà al Vangelo è stata più forte delle lusinghe dei benpensanti e delle pressioni di chi avrebbe voluto normalizzarlo.

La marcia pacifica a Sarajevo, di cui fu ispiratore e guida, sebbene già malato, rappresenta la sintesi epifanica della vita di don Tonino: partirono in 500 da Ancona il 7 Dicembre 1992, credenti e non, di nazionalità diverse uniti dall’unico desiderio di sperimentare “un’altra ONU”, quella dei popoli, della base. Nel discorso pronunciato ai 500 nel cinema di Sarajevo dirà: ”Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva .
Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà .
Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

Pochi mesi dopo, il 20 aprile 1993, consumato da un cancro, muore senza angoscia e con grande serenità.


Per saperne di più :

http://www.giovaniemissione.it/testimoni/bello.htm


http://www.dontonino.it/Inizio.html

martedì 23 settembre 2008

QUESTO E' L'HOCKEY CHE VORREI VEDERE

venerdì 19 settembre 2008

SPORT E PACE






Ciao a Tutti e ben ritrovati,
era un po' che non aprivo il mio Blog, purtroppo gli impegni Famigliari , il lavoro e le tanto agognate ferie mi hanno tenuto lontano da questo mio progetto.
La nuova stagione sportiva si è inaugurata, e più che di risultati sportivi di eccellenza, si parla sempre più di violenza nello sport.
Sembra ormai che il binomio Sport Violenza faccia tendenza.
Come ho avuto modo di scrivere in un post sul sito di Hockey pista,
per sconfiggere la violenza secondo me tutti quanti dobbiamo riscoprire i valori sacri della FAMIGLIA.
Il concetto di Famiglia va fatto valere non solo a casa, ma anche nell’associazionismo sportivo , in quello culturale e in quello religioso.
La società sportiva va intesa come Famiglia è quindi veicolo di cultura ed educazione.
Nell’ultima mia esperienza sulla panchina del Molfetta, uno dei miei obiettivi fu quello di educare i tifosi e la mia squadra.
Come primo passo incontrai il capo ultrà e gli consegnai un manifesto da affiggere sul muro della tribuna dove gli ultras incitavano la mia squadra, lo stesso feci con la mia squadra, affissi nello spogliatoio un manifesto che riportava le considerazioni di Damiano Tommasi tratto dall’agenda di “ Comportamenti di Pace “
Vi allego cosa era scritto sul manifesto, a Voi i commenti.
Saluti
Michele Poli

SPORT E PACE di Damiano Tommasi
(tratto dall'agenda "Comportamenti di Pace" a cura di Massimo Paolicelli - edizione 2000)

Le pagine sportive si confondono sempre più con le pagine di cronaca nera!
Gli scontri tra tifoserie che fanno seguito alla maggior parte delle partite di calcio, i 5.000 e più poliziotti smobilitati ogni domenica per prevenire conseguenze più gravi, le decine di morti che negli ultimi anni ci siamo ritrovati all'interno o all'esterno dei campi di gioco. Sono segnali chiari della violenza che direttamente o indirettamente coinvolge lo sport.
Il calcio in Italia è l'imputato principale ma, purtroppo, anche altre discipline sono tristemente coinvolte. Lo sport, quindi , deve dare un messaggio di pace.
Lo sport è un importante strumento educativo ed in tal senso deve essere sviluppato.
Gli sportivi sono esempi che i giovani vogliono imitare e per questo devono sentirsi responsabili dei loro comportamenti.
Purtroppo la cultura sportiva non è adeguatamente sviluppata.
Nella società odierna non si sa perdere!
Non si accetta la sconfitta e di conseguenza di esaspera il bisogno di un risultato positivo.
Chi non vince, sia nel ciclismo che nel calcio, sia nell'atletica che nello sci, è un fallito!
Non importa come hai perso, sei un fallito!
Non si distinguono più persone con valori positivi o negativi ma semplicemente vincenti o perdenti.
Lo sport dovrebbe insegnare proprio a perdere: tutti gli atleti che si accingono a disputare una gara sanno che possono vincere e possono perdere ma, allo stesso tempo, non accettano in nessun modo la sconfitta.
Le conseguenze più gravi di tutto questo sono le reazioni istintive, violente, esagerate che si hanno ogniqualvolta ci si sente imbrogliati, derubati, o in qualche modo danneggiati da arbitri, avversari o chissà chi.
Considerata la grande diffusione dello sport nella società, è compito di tutti adoperarsi affinché l'attività sportiva rimanga strumento per l'educazione a valori quali la lealtà, l'onestà, il rispetto. Nessuno si deve sentire impotente di fronte ad un fenomeno che direttamente o indirettamente ci coinvolge tutti.
Dal dilettante al professionista, dal principiante al campione dal più giovane al più esperto, chiunque può e deve giocare "pulito".
"Pulito" significa nel pieno rispetto delle regole, con lealtà, con rispetto per l'avversario e soprattutto riconoscendo i propri limiti.
Una sana cultura sportiva va costruita giorno per giorno, ogni occasione è buona per imparare a giocare, a praticare uno sport in un modo diverso.
Saper perdere!
Questo è il più grande insegnamento dello sport. Impegnarsi con tutte le proprie forze per vincere ma accettare l'eventuale sconfitta.
Interessi economici e finanziari, diritti televisivi e sponsor esigenti non si armonizzano con le regole dello sport.
E' questo contrasto evidente che crea esagerazione, rabbia frenesia, impazienza e tensione che sfociano inevitabilmente in episodi di violenza.
Chiunque, perciò, può, nel suo piccolo, accostarsi allo sport in un modo nuovo o, se vogliamo, in un modo più vero per far crescere una sana cultura sportiva.
Cosa fare?
Gli atleti, quindi, sono l'esempio da seguire.
Giocare e gareggiare nel rispetto delle regole, degli avversari e degli arbitri, rendendosi conto delle responsabilità che hanno, è fondamentale.
Se io protesto vivacemente "autorizzo" il pubblico a prendersela con l'arbitro; se io reagisco violentemente ad una scorrettezza dell'avversario sarò imitato dal pubblico nei confronti dei tifosi della sponda opposta; i comportamenti di pace nello sport sono dunque quelli che tendono a smorzare polemiche, reazioni violente e inutili.
Addetti ai lavori sono chiamati a diffondere sempre più la cultura della sconfitta.
Non si può vincere solo per evitare una perdita economica!
Non si deve esasperare la corsa ad un risultato esclusivamente positivo. Mass-Media. Giornalisti, cronisti, opinionisti devono avere più coscienza del loro ruolo.
Criticare aspramente arbitri, atleti, dirigenti non fa che provocare reazioni più o meno violente nei confronti di queste persone.
Ecco, considerare il tifoso, l'atleta, l'arbitro, il dirigente come persona che ama, sogna, ha una famiglia, piange, ride, lavora, pensa, riflette e, per questo, può sbagliare deve essere il compito dei mass- media.
Per far questo e per limare quella spigolosità nelle discussioni, sarebbe utile evitare di far uso di vocaboli quali cecchino, bomba, cannonata, fallo assassino, corsa della vita, salita massacrante, errore da suicidio, giocare alla morte (n.b. i giornalisti di TELE+ si stanno impegnando in questo senso).
Infine, gli appassionati, sono chiamati ad accostarsi allo sport non dimenticando che sono di fronte sempre e comunque a delle persone come loro, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Allenarsi giorno per giorno ad accettare la vittoria e la sconfitta come parte del gioco e perciò evitare qualsiasi reazione istintivamente violenta.
Damiano Tommasi

martedì 5 agosto 2008

Benvenuti a Giovinazzo

Buone Vacanze 2008


mercoledì 23 luglio 2008

HOCKEY = PASSIONE

Mi sembra doveroso pubblicare questa lettera aperta del mio caro amico Adriano.
Un ragazzo stupendo con la passione dello sport e del giornalismo sportivo.
Grazie Adriano per le parole scritte, il nostro movimento ha bisogno della tua penna, ha bisogno delle tue cronache, ha bisogno della tua persona.
Ti auguro quanto prima di ridiventare presto l'addetto stampa di una società di Hockey.




Per me la parola Hockey significa passione.

Si, passione, amore, entusiasmo, voglia di vincere, di lottare.

Per me l’hockey rappresenta l’emozione dei momenti che anticipano una gara, significa la trepidazione prima di un rigore, significa la gioia di un gran bel gol…e purtroppo la tristezza per una pallina che di pochi centimetri rimette tutto in discussione.

L’Hockey non può che essere spirito di gruppo, sacrificio costante ma sempre con il sorriso, la sete insaziabile di conoscenza di uno sport, a volte, a primo impatto ostile ma che poi si trasforma in un amore infinito, eterno, invincibile.

Ho conosciuto l’Hockey su pista quando avevo circa 10 anni. Allora nella mia testa c’erano soltanto Van Basten, Gullit, Maldini unici eroi dello sport preferito.

Andavo ogni sabato sera a vedere le partite dell’Hockey Club Molfetta accompagnando mio nonno, appassionato fin dentro le ossa di hockey. All’inizio la voglia non era tanta, lo facevo per non deludere il nonno e come scusa per rimanere a dormire da loro.
Ma poi partita dopo partita, quello sport mi affascinava sempre di più: gli scatti, i colpi di puro talento, le giocate di classe….come dimenticare quei momenti.
Van Basten c’era sempre (come cancellarlo d’altronde…!!!) ma con lui iniziavano ad affacciarsi quei ragazzi in completo bianco-rosso che pattinavano come ossessi dietro una pallina sospinti da un pubblico caloroso.

Anche io mi ero ammalato: si della famosa e letale “Febbre del Sabato Sera”.

Da allora con mio nonno anche durante la settimana parlavo di hockey e mi divertivo con lui ad immaginare la prossima partita sicuri della vittoria dei fantastici ragazzi molfettesi.

Poi la malattia di mio nonno e la sua impossibilità di venire a vedere quelle partite di cui non si era perso neanche un minuto. E allora andavo io solo al Palazzetto e il giorno dopo gli raccontavo tutte i momenti salienti delle partite con i gol del Cinese Spadavecchia e la grinta del capitano De Robertis.

L’ultima volta che ha avuto al forza di uscire di casa è stato un sabato sera in cui mi chiese il favore di accompagnarlo. Che emozione, che ricordi!

Ma mai avrei immaginato,qualche anno dopo,di ritrovarmi a scrivere sull’Hockey assumendo un ruolo attivo ed entrando da quelle porte (lato spogliatoio) che da piccolo erano per me un sogno e nello stesso tempo un limite invalicabile.

L’Hockey Club Molfetta è diventata così la mia casa diventandone addetto stampa e vivendo giorno per giorno le emozioni di questo sport.

Ed ecco seguire gli allenamenti in compagnia del fantastico allenatore Michele Poli e fare le prime trasferte.

Che bei momenti: i derby con il Giovinazzo, le battaglie di un anno sportivo indimenticabile dove ho avuto l’onore e l’onere di raccontare tramite articoli quei momenti.

E poi chi lo dimentica il 1°Aprile 2006 con la fantastica promozione in A1 in una serata che mai nessuno cancellerà dai nostri cuori.

E come le belle favole, la storia personale con l’Hockey ha avuto un momento in cui si è interrotta, o meglio assopita….ma le grandi storie d’amore non finiscono mai veramente.

L’hockey lo seguirò sempre e mi farà emozionare come la prima volta, tanti, tantissimi anni fa.

E sarà grazie a Bum-bum Turturro, al Mago Michele Poli, a De Robertis, De Pinto, “mazza di tuono” Persia, il killer Lezoche, Agrimi, Spadavecchia se oggi accanto a Kaka, Pirlo e Gattuso ci sono i fratelli Bertolucci, Sergio Silva e i fratelli Michelon.
Adriano Nappi

venerdì 18 luglio 2008

23 dicembre 2007 Concerto per Luca Mongelli in P.zza Meschino -Giovinazzo-




venerdì 11 luglio 2008

E' giusto scrivere, EL GORDO GIUSTAMENTE DENUNCIATO DA AMICI

Questo è il titolo che molti giornali sia stampati che on-line riportano

**Victor: "Ero strafatto ho ucciso Federica"**El Gordo arrestato a Tarragona, tradito da amici che hanno chiamato la polizia

Resto sempre più esterefatto da quello che sento e leggo, mi considero un meno che mediocre SCRITTORE , ma credo che quello che riporto sia comprensibile.
Ho sempre con tutti scherzato sulla famosa barzelletta di Pierino e la maestra:
-Maestra, sono caduto o ho caduto...sempre in terra mi son trovato.
Amici miei, non posso assolutamente accettare che si scriva o si dichiari che El Gordo è stato TRADITO da amici.
Una dichiarazione del genere la considero una sana e pura lezione di omertà.
Io , un mio amico che dovesse compiere un gesto del genere lo denuncierei immediatamente , mandandolo ai lavori forzati e al carcere duro.
Altro che tradimento , io gli Amici di questo assassino li propongo per una medaglia.
Dico a tutti quelli che hanno usato questo termine:
chiedete umilmente scusa per averli chiamati Traditori.

lunedì 9 giugno 2008

Pan per focaccia alla Telecom e i teleimportunatori

Carissimi amici,
sicuramente nessuno di Voi può dichiarare di non aver mai subito da parte di Telecom e altri gestori telefonici , telefonate a tutte le ore della sera e della mattina.......anzi quasi sempre mentre siete a tavola, sia a pranzo che a cena, o peggio, nel fine settimana quando si è intenti a schiacciare il tanto desiderato pisolino pomeridiano.
Se ci comportassimo da clienti esemplari , forse questa tortura un giorno finirà!
Qui in basso vi riporto un esempio di botta e risposta Tra Telecom e Cliente che potrebbe mandare in tilt i nostri rompiscatole:

In Rosso: l’operatrice Telecom In Nero: Un cittadino esemplare

Pronto? - Buon Giorno, è Lei il titolare della linea? - Sí, sono proprio io

Mi può dire il suo nome, per favore? - Giuseppe Luigi

- Signor Giuseppe Luigi, la chiamo dalla Telecom per offrirle una promozione che consiste nella installazione di una linea addizionale in casa sua, con la quale lei avrà diritto a...

Mi scusi se la interrompo, Signorina, però, esattamente chi è lei? - Il mio nome è Silvina Maciel, della Telecom e stiamo chiamando...

Da quale telefono mi chiama? Nel display del mio telefono compare “NUMERO PRIVATO" - Il mio interno è il 1004

Per quale Ufficio Telecom lavora? - Telemarketing Attivo

Allora con tanto dispiacere dovrò mettere giù, perchè non ho la certezza di parlare con una lavoratrice della Telecom - Però io le posso garantire...

Veda Silvina, ogni volta che io chiamo la Telecom, prima di poter iniziare qualsiasi reclamo, sono obbligato a fornire i miei dati a tutta una legione di impiegati...! - Sta bene, Signore, il mio numero di matricola è il 34591212

- Un momento mentre lo verifico, non stacchi, Silvina... (Due minuti)

Un momento per favore, tutti i componenti in casa in questo momento sono occupati... (Cinque minuti)

- Signore? - Un momento ancora per favore.....

Però... Pronto Signor...! - (Nessuno le presta attenzione …..)?????

Sí Silvina, grazie per l’attesa, i nostri sistemi sono un po’ lenti oggi... Quale era il motivo della sua chiamata? - La chiamo dalla Telecom, stiamo chiamando per offrirle la nostra promozione “Linea Addizionale”, con la quale lei ha diritto all’uso di un’altra linea a costo molto conveniente. Lei Sarebbe interessato Giuseppe Luigi?

Silvina, desidero parlarne con mia moglie, che è la responsabile della sezione acquisti prodotti tecnici della casa; per favore, attenda, non metta giù. (Giuseppe Luigi posiziona l’auricolare del telefono davanti ad un lettore digitale e mette il CD di Caribe Mix 2004 con il Repeat attivato)

Dopo due MINUTI!!!, la moglie prende la cornetta telefonica - Perdoni l’attesa, mi può dire il suo numero telefonico poichè nel display del mio telefono appare soltanto "NUMERO PRIVATO". - 1004

Grazie, Con chi sto parlando? - Con Silvina

Silvina chi? - Silvina Maciel (con una certa irritazione nel tono di voce)

Qual’è il suo numero di matricola quale lavoratrice dipendente di Telecom? - 34591212 (ancor più irritata)

Grazie per l’informazione, Silvina, in che cosa possò esserle utile? - La chiamo da Telecom, stiamo chiamando per offrirle la nostra promozione “Linea Addizionale”, con la quale lei avrà diritto ad un’altra linea. Sarebbe interessata?

Desidero introdurre la sua domanda nel nostro programma dei Nuovi Acquisti e fra alcuni giorni noi prenderemo contatti con lei. Posso annotare il numero di accettazione al programma per favore?... Pronto?, Pronto? - TU...TU...TU...TU...

Per favore, fate circolare questo post fra tutti i vostri amici ed in particolare a quelli che lavorano nelle aziende di servizio, uffici, banche, ecc.. LA VENDETTA È DOLCE!!!

martedì 20 maggio 2008

Le Foto della solidarietà per Luca Mongelli




Carissimi amici,


alla manifestazione Corrincittà 2008 sicuramente mi avete visto intento a scattare foto a tutti i presenti, atleti e non atleti.


Pubblico qui le foto con l'intendo di venderle e poter ricavare beneficienza in favore di Luca.
Potete verificare sulle slide in rotazione le vostre foto.


Invierò le foto ad alta risoluzione a tutti quelli che effettueranno un bonifico a favore di Luca Mongelli .


Il sogno di Luca è di tornare a camminare con le proprie gambe e a guardare i volti e i colori con i propri occhi...
Per fare la tua offerta segui queste coordinate, il bonifico è gratuito come oggetto del Bonifico scrivete FOTO CORRINCITTA'.


Inviatemi una e-mail all'indirizzo michelepoli.mp@libero.it gli estremi del bonifico e l'elenco dei file dove siete ritratti (a breve sarà pubblicata la lista delle foto), vi girerò le foto sulla vostra casella di posta elettronica.


:: conto corrente bancario ::
per i tuoi bonifici:
IBAN:
IT35 R010 1041 3830 4140 0000 068
BIC:

IBSPITNA

Intestazione a favore di Luca Mongelli


Il sogno di Luca è di tornare a camminare con le proprie gambe e a guardare i volti e i colori con i propri occhi...e magari le nostre foto

lunedì 12 maggio 2008

Corrincittà 2008 per Luca Mongelli

Carissimi amici,
come avevo promesso a molti di voi , appena possibile pubblicherò sul Blog tutte le foto dei partecipanti e i presenti alla manifestazione "Corrincittà" tenutasi per le vie di Giovinazzo domenica 11 maggio 2008.
Purtroppo dei problemi tecnici stanno ritardando il lavoro.
Approfitto per ringraziare tutti i gli atleti che hanno partecipato alla gara di solidarietà e gli organizzatori della mini maratona.

Chiaramente gli Amici di Luca Mongelli , continueranno la loro gara di solidarietà e vi aspettano tutti Sabato 17 maggio allo stadio Paolo Poli di Molfetta , potrete assistere alla partita del cuore con in campo la squadra di Mudù, lo staff di Radionorba e tanti altri personaggi.
Per ulteriori informazioni collegatevi al sito degli amici di Luca Mongelli

Un abbraccio a Tutti e vi aspetto sul Blog per visionare le foto della manifestazione.

news
Una nuova Escursione sulla Murgia , organizzata dagli amici del Gruppo Speleologico di Ruvo.
Pubblico integralmente la mail ricevuta dagli organizzatori.
From: Gruppo Speleo Ruvo <http://wpop7.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&mailto=gruppospeleoruvo@yahoo.it&ID=It7NWAFV6qjQkNxDd2BoEx7bFsZRMArOSq2tlRjwYPDkGwr&R_Folder=aW5ib3g=&msgID=476&Body=0>Date: 2008/5/16
Subject: Escursione per LucaTo: http://wpop7.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&mailto=amicidiluca@gmail.com&ID=It7NWAFV6qjQkNxDd2BoEx7bFsZRMArOSq2tlRjwYPDkGwr&R_Folder=aW5ib3g=&msgID=476&Body=0Cc: lucamongelli@gmail.com

Cari amici e familiari di Luca,
Come avevamo promesso dopo la discesa di San Nicola dalla torre di Terlizzi, abbiamo dedicato la prima escursione di questa primavera a Luca, per contribuire, con l'utile ricavabile, alla sottoscrizione in corso.
Allego il pieghevole con la presentazione dell'iniziativa, che abbiamo diffuso tra i nostri conoscenti e in alcuni abituali punti di adesione. Lo stesso lo abbiamo inviato ai siti come bitontolive, coratolive etc., oltre che giovinazzo.it, però, tranne alcuni, molti non hanno ancora pubblicato l'informativa (nemmeno giovinazzo, credo).
Si tratta di una passeggiata naturalistica guidata da esperti, non troppo faticosa (13 km); anche voi potreste inoltrarlo a potenziali interessati.
Inoltre, cosa fondamentale, ci farebbe piacere avere Luca e qualcuno di voi tra i presenti, nei tempi e luoghi che preferite. Per esempio, all'arrivo alla Torre dei Guardiani, dove potremmo agevolare la sua visita per far sentire la solidarietà dei presenti anche con la discrezione che non mancheremo consigliare.
Fateci sapere quanto prima se ritenete che questo sia possibile, possibilmente anche telefonandoci al numero sotto indicato.
Saluti a nome di tutti i soci
Vincenzo GRUPPO SPELEOLOGICO RUVESE Via Romanello, 3170037 Ruvo di Puglia (Ba)
E-mail: gruppospeleoruvo@yahoo.it
N.B. Il nuovo sito Web è in costruzione (http://www.speleomurgia.it/).
Alcune pagine su di noi le trovate nel sito amico:http://wpop7.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=4/nEIHDOz8OzAvt1M09E7Gt1iE2LYxJZNvVB7idDMctiOMJN8F%2BiPznzHABJgQrA&Link=http%3A//www.coloridellamurgia.it/pagine_indice/pietra.htm

lunedì 21 aprile 2008

Aggiungi un posto a tavola che c'è un "Amico" in più

video

Spontanea può sorgere la domanda:


Ma Pattinare sul Web non si prefigge la promozione dello sport a rotelle?

Certo che si, ma non solo.

come già qualcuno saprà, da settembre 2007 faccio parte del Comitato "Amici di Luca Mongelli".

La vostra curiosità farà sicuramente sorgere una nuova domanda:

Ma chi è Luca Mongelli?

Luca figlio di amici è un bambino stupendo .

Circa cinque anni fa ha subito una vile aggressione, da parte di persone rimaste impunite.

Fino al 2002 ha vissuto in Svizzera a Veysonnaz con la famiglia perchè il papà lavora in Svizzera. Il 7 febbraio di quell'anno, mentre giocava con il suo cane dopo la scuola, venne aggredito a colpi di bastone e abbandonato nudo tra la neve.

Lo ritrovò Tina la sua mamma, sulla neve, gelido e privo di conoscenza.

Rimase in coma per tre mesi e mentre i dottori comunicavano che non ce l'avrebbe mai fatta lui si svegliò e venne fuori dal coma !

Riaprì gli occhi , ma dovette fare i conti con la dura realtà.


Collegandovi al link, potrete scoprire il resto della storia e le iniziative che per lui abbiamo organizzato

http://www.amicidilucamongelli.com/pagine/pagine%20specchietti/amici.html

Ieri sera presso il Teatro comunale di Bisceglie (BA),

s'è tenuta in seconda serata uno spettacolo di beneficenza, per raccogliere fondi per la causa di Luca.
Con questo post voglio ringraziare lo staff del Setticlavio, persone stupende, preparatissime dal punto di vista artistico ed encomiabili dal punto di vista della solidarietà.
Le foto saranno pubblicate quanto prima su di una slideshow, buona visione video

mercoledì 16 aprile 2008

Gli anni d'oro dei GIOCHI DELLA GIOVENTU'

Anonimo ha detto...
avrei voluto votare per chi aveva nel programma una voce dedicata all'incremento degli spazi per lo sport giovanile, per l'inserimento di attività sportive a scuola

NON A PAGAMENTO, perchè son sempre più convinta che chi investe nelle strutture d'aggregazione per i giovani, si risparmia tante spese di assistenti sociali...ma non ho trovato nessuno, così sono andata a votare con lo stesso spirito di uno che deve decidere fra un calcio nei xxx e uno nel xxxx


Buongiorno a tutti,
per questo post , traggo spunto dalla risposta anonima su riportata.
Premetto che il mio Blog vuol essere apartitico, le parole dell'amico/a mi hanno colpito molto, vi spiego perchè.
Qualche giorno fa, ero intento a riordinare le mie cose , ho ritrovato un vecchio diploma che attesta che fui terzo classificato in una gara studentesca dei Giochi della Gioventù.
E' stato molto emozionante ricordare insieme a mia moglie ( anche Lei ex atleta giovanile) i bei momenti passati durante le gare studentesche dei Giochi della Gioventù.
Si andava sui campi sterrati o sulle piste d'atletica e si passavano momenti di gioia , sensa l'assillo di dover vincere a tutti i costi una gara.
Ricordo gli stand dell'esercito dove venivano dispensate le bibite calde, la cioccolata, le gallette e il professore di Educazione Fisica che filava le sue colleghe .
L'Esercito durante le manifestazioni, anzichè partire per l'Afganistan , era intento a propagandare la diffusione della cultura del movimento e l’acquisizione di stili di vita attivi ed abitudini alimentari corrette.
La cosa più bella era vedere i professori che facevano finta di essere interessati al risultato delle gare ,ma sapevano che l'obiettivo primario era di proporre occasioni di partecipazione per tutti i ragazzi di ogni classe, soprattutto per i meno attivi, avvicinandoli alla pratica sportiva in modo divertente, coinvolgente e motivante... l'obiettivo secondario essere riuscito a spuntare un appuntamento con la collega dell'Istituto del paese limitrofo.
Ora non posso dilungarmi, ma spero che qualcuno continui l'argomento :
Progetto Scuola Sport
passato, presente e futuro

per chi volesse saperne di più può collegarsi al link:
http://giochidellagioventu.coni.it/index.php?id=86&no_cache=1

a presto
Michele Poli

giovedì 10 aprile 2008

ELEZIONI POLITICHE 2008

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Mi hanno presentato questo sito, lo ritengo molto utile specialmente per i famosi "indecisi"... che magari votano per uno simpatico senza sapere che la pensa molto diversamente da loro.
Su questo sito potrete scoprire quanto siete vicini o lontani da chi vorreste votare.
In breve, hanno fatto 25 domande precise ai vari partiti/liste/altro, e le stesse domande le fanno a voi.
In base alla risposta, con semplice calcolo matematico, il sito mostra un grafico con le distanze o vicinanze di tutti gli schieramenti.
Altra cosa simpatica, è che la risposta va da molto contrario a molto favorevole passando per poco e tendenzialmente pro o contro.
Tale possibilità, guardando nella pagina dello schema generale, fa vedere come alcuni partiti abbiano su molte domande, posizioni centrali, della serie...
Ni, il che vuol dire che nulla faranno su quel tema a parer mio.
Almeno se uno dice molto no o molto si sa come la pensa e che cosa farà...
P.S. sito non collegato a nessuno schieramento, neutrale ed asettico.
Vi invito a visitarlo

martedì 8 aprile 2008

05 maggio 2008 SCHEGGE DI HOCKEY PISTA : afp Giovinazzo (2) toyota Valdagno (3)

Inizio con handicap, Nicolia porta subito in vantaggio il Valdagno.

Siamo già sotto 0 -1.

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Il capitano Angelo De Palma riporta in parità una partita da non perdere.

Ok 1 - 1

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il tifo degli Ultras , il vero valore aggiunto.

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Angelo De Palma cerca il vantaggio, con una conclusione a rete in palleggio aereo.

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I magici Ultras non mollano e ci sostengono

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Peccato si spreca un contropiede tre contro tre.

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Chiaramonte sale in cattedra, con un passo di Tango argentino ipnotizza sul dischetto del rigore il connazionale Nicolia.

Con un caschet ,para l'insidioso tiro e salva la porta biancoverde.

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Vallortigara non vuol essere da meno del portiere Argentino, para abilmente un rigore che potrebbe dire vantaggio per Il Giovinazzo.

Dal dischetto falliamo una buona chance ,Un preciso tiro rasoterra dello specialista Lezoche viene deviato con il guanto destro.

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La partita si infuoca, le prese in area ormai sono l'unico baluardo difensivo.

La temperatuta è quella giusta, per la squadra nata dalle fucine delle Acciaierie e Ferriere Pugliesi si potrebbe anche forgiare il lingotto della salvezza

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Il Valdagno ci teme, decide per un possesso palla ben gestito dai palleggiatori Nicolia e Cocco.

Si fa sempre più difficile

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E' ora di scardinare la difesa del Valdagno, ci prova Raffaele Altieri.

Sul suo tiro a rete non siamo lucidi nel riprendere la palla di rimbalzo e si brucia un'altra occasione, peccato ci stiamo provando.

Il gol è giusto che arrivi, ma Vallortigara sembra aver eretto un muro tra quei pali.

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Ci proviamo in tutti i modi, la fanno da padrone solo i due portieri.

Complice la scarsa precisione degli attaccanti.

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E' il momento della baruffa.

Dicono che: una vera partita se non ha baruffa fa la muffa.

Ci pensano Lezoche e Vallortigara a ravvivare i fuochi.

Giusta la decisione dell'arbitro Galoppi, tutti e due gli atleti sono espulsi con cartellino Blu.

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Il cronometro scorre senza tregua, sembra l'assalto a forte Apache.

Antonio Turturro si procura un giustissimo rigore, purtroppo Lezoche tira centralmente.

Sfuma così l'ultima possibilità di pareggiare una gara dove la parità era il risultato più giusto.

Ma non spaventiamoci, sarà più bello conquistare la meritata salvezza sulla pista di Castiglione.

Forza ragazzi e in bocca al lupo per Sabato prossimo

mercoledì 19 marzo 2008

LE CARATTERISTICHE DI UN BUON EDUCATORE-ALLENATORE

L'allenatore del Settore Giovanile oltre a possedere attitudini innate, deve essere in possesso di un costante equilibrio emotivo, arricchito dall'ottimismo, dall'umorismo e dallo spirito lieto.
Inoltre non deve avere mai atteggiamenti di ansietà, di malumore, d'intolleranza e di sfiducia.
Solo con la consapevolezza che il Bambino non pensa meno, non pensa in maniera più povera, non in modo peggiore degli adulti , ma che egli pensa solo in maniera diversa,

potrà aprire le porte dell'insegnamento dei giochi sportivi per i giovani.
Da non dimenticare che queste qualità devono essere accompagnate da una buona formazione di base e una grossa volontà di aggiornamento.

martedì 18 marzo 2008

NON SOLO SPORT, GESU' OGGI ENTRA IN GERUSALEMME: 16 marzo 2008 domenica Delle Palme.

Il mio vuol essere un Blog che parli soprattutto di Sport, ma la cultura occidentale farebbe meglio a riscoprire i valori religiosi che il nostro Signore Gesù ci ha dettato.
La riscoperta dell'associazionismo sicuramente può essere la svolta per i nostri figli e per la nostra cultura.
Quando parlo di associazionismo non intendo solo quello sportivo, ma anche quello religioso, quello culturale, ecc.
Domenica scorsa ho accompagnato i miei figli alla bellissima benedizione delle Palme d'ulivo, ringrazio Don Beppe e i suoi collaboratori per aver organizzato questa cerimonia, dedico Loro e a tutti i fedeli della Parrocchia Sant'Agostino questo Post.

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Pubblico a ritroso le foto dell'evento , per onorare l'Altare Maggiore.
Approfitto per ricordare a Tutti che continua la raccolta fondi per il restauro della Cupola della chiesa , a Pasqua acquistiamo un uovo di cioccolata in meno ai nostri bambini e aiutiamo la chiesa per la raccolta dei fondi e riportare la luce sulla croce di Sant'Agostino

















I Popoli narrano la Sapienza di Gesù


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venerdì 14 marzo 2008

Cinque regole d'oro - Educatore sportivo: consapevolezza del ruolo - di Lucia Todaro

Quante volte abbiamo ricordato a noi stessi e ai nostri giovani atleti che lo sport è una palestra di vita?
Mi pare che oggi i nostri atleti ci chiedano di più... che abbiano bisogno di relazioni significative con l'educatore sportivo, quale figura di riferimento significativa.
Dall'adulto, e adulto competente, si aspettano capacità di direzionalità e di contenimento, di chiarezza nelle proposte e di verifica degli obiettivi.
Il ruolo di allenatore ci porta a scegliere, dunque, uno stile educativo personale ed efficace: l'obiettivo è di trovare modalità adeguate per accompagnare i ragazzi nella loro crescita.
Chi vuole educare deve conoscere e amare i propri atleti; deve progettare per loro un percorso di potenziamento e valorizzazione del benessere globale della persona e del gruppo.
Lo stile ottimale non è costituito da regole, non esistono ricette pedagogiche efficaci!
Sarà vincente l'atteggiamento che si prefigge alcuni essenziali obiettivi e li persegue con continuità e flessibilità, affrontando la fatica e gli imprevisti che l'evoluzione psicologica della persona e del gruppo contengono. Occorre dunque:

1. Individuare l'interesse
Spesso la scelta della disciplina sportiva avviene in funzione di criteri inizialmente comuni: il pediatra consiglia l'attività fisica per favorire la crescita e la buona salute, l'insegnante affinché il ragazzo "scarichi le tensioni emotive", il genitore in funzione dell'interesse per uno sport o della necessità di trovare metodi "sani e utili" per occupare il tempo libero dei figli.
E l'atleta?
Il bambino ha una propensione, naturale o indotta, per lo sport, il movimento, il gioco e l'appartenenza ad un gruppo-squadra.
È importante che l'educatore sportivo sappia individuare la causa di avvicinamento allo sport di ogni ragazzo; dalla motivazione di ciascuno potrà trarre spunti per rispondere ai bisogni reali e garantire, così, un adeguato grado di soddisfazione.

2. Insegnare la tecnica
Il buon allenatore ha l'esperienza e la conoscenza necessarie per spiegare, far sperimentare, allenare e verificare i risultati di ciò che insegna della propria disciplina.
L'educatore sportivo ha, inoltre, la capacità di usare metodologie di allenamento e modalità di insegnamento che tengano conto dell'età, dell'originalità e delle aspettative di ogni atleta e di tutta la squadra.
Se non si vuol ridurre il proprio compito al solo "addestrare" bisogna conoscere anche le tecniche dell'osservazione, della programmazione, della comunicazione efficace e della verifica dei progressi del singolo e del gruppo.

3. Infondere la passione
Una delle carte vincenti è la passione per lo sport.
Ogni "fuoriclasse" dimostra di possedere qualcosa in più della preparazione tecnica o dell'esperienza acquisita quando il suo successo è dato dal suo coinvolgimento totale in ciò che fa.
L'educatore sportivo crede nello sport, ama la sua disciplina, spera nella sua squadra; tutte queste emozioni, sorrette da impegno serio e forza di volontà, sono coinvolgenti e trasmettono agli atleti il senso della "bellezza" dello sport.

4. Valorizzare l'impegno
Nell'età evolutiva è essenziale essere sostenuti nell'acquisizione della autostima.
Ogni risultato positivo consente al giovane atleta di percepire il successo come una tappa di crescita ed evoluzione che lo gratifica e rende, passo dopo passo, sempre più sicuro di sé.
Se l'adulto che educa sottolinea e fa riflettere non solo sui risultati ma anche sull'impegno, lo sforzo e la costanza con cui ogni ragazzo affronta lo sport, ottiene una maggiore efficacia dello stimolo alla stima di sé.
Valorizzando l'impegno si accentua la fiducia e la sicurezza e si aiuta ad avere una conoscenza equilibrata delle proprie potenzialità.

5. Testimoniare il valore
Si dice che l'esempio valga più di tante parole. In parte ciò è vero per il ruolo dell'educatore sportivo.
Chi crede nel valore di ciò che insegna lo manifesta con la propria personale testimonianza di competenza, impegno, passione...
Occorre però anche saper rendere ragione dei princìpi e degli ideali che animano l'attività educativa.
Saremo educatori credibili solo se ci crediamo davvero! E diverrà più semplice trovare il modo giusto, autorevole e costruttivo, per creare un clima dove il ragazzo abbia voglia di crescere!

mercoledì 12 marzo 2008

LA MENTALITA' VINCENTE

La mentalità vincente è quella qualità che influenza in maniera determinante la prestazione psicologica della squadra aiutandola ad ottenere risultati importanti.
Alla base della mentalità vincente di una squadra vi è l'intelligenza del singolo giocatore che sa rendersi conto che è parte importante, ma non indispensabile del gruppo, e che non risparmia le proprie energie, il proprio entusiasmo, la propria forza per aiutare i compagni a raggiungere gli obiettivi predeterminati.
Oltre a giocatori intelligenti OCCORRE POI UN TECNICO PREPARATO, in grado di definire con oculatezza gli obiettivi di prestazione e di risultato che la squadra di volta in volta dovrà cercare di conseguire.

L'allenatore è il supervisore che dovrà garantire unità di intenti e far si che la propria squadra si esprima con massima determinazione.
Le caratteristiche fondamentali di una squadra con mentalità vincente sono:
1. la compattezza del gruppo ed il rispetto dei ruoli da parte di ogni singolo componente
2. il saper affrontare le difficoltà con pazienza, determinazione e convinzione
3. riuscire a perseguire gli obiettivi senza cali di tensione
Cerchiamo di esaminare le caratteristiche sopra delineate.
La compattezza del gruppo ed il rispetto del ruolo, del lavoro ed a volte anche del limite del compagno è una componente fondamentale per costruire una squadra.
Non si può infatti parlare di squadra se alla base non esiste stima reciproca fra i giocatori e la consapevolezza individuale che dal lavoro del compagno trae giovamento ogni singolo giocatore, anche il fuoriclasse.
Dopo essere riusciti a creare un gruppo-squadra, ed il gruppo-squadra LO CREA L'ALLENATORE con il supporto determinante della società, sarà importante definire le caratteristiche mentali che la squadra dovrà dimostrare di avere sulla pista.
Una delle caratteristiche più importanti per vincere campionati o coppe è senza dubbio la continuità.
Ebbene la continuità riesce ad ottenerla la squadra che riesce ad affrontare qualsiasi avversario con la massima determinazione, la massima grinta e la massima intensità mentale.
E' chiaro che non tutti gli avversari, non tutte le partite rivestono per la squadra e per il giocatore la massima importanza (stimolandone conseguentemente l'autostima in modo equivalente), ma riuscire ad esprimere continuità è un obiettivo primario per poter affermare di possedere la mentalità vincente.
Io credo che molti allenatori invece di “dipingere” l'avversario di turno come il più forte del mondo dovrebbero stimolare la squadra verificandone la qualità e la costanza del rendimento mentale.
Non deve essere l'avversario di turno a stimolare il rendimento ma l'obiettivo di voler diventare una squadra continua.
Altra caratteristica fondamentale di una squadra mentalmente forte è la capacità di avere pazienza e impedire che i fattori negativi influenzino in maniera determinante il livello di prestazione.
Una squadra mentalmente forte non deve permettere ad un gol subito, ad una sconfitta, ad una decisione arbitrale contraria di diminuire la stima che ha di se stessa e conseguentemente il livello di prestazione che essa è in grado di produrre.
E' fondamentale però che la squadra abbia un gioco in cui creda e sia abituata ad attuarlo anche e soprattutto quando le si materializzano difficoltà concrete.
Terzo ma non ultimo importante elemento da considerare è la capacità (generata dall'intelligenza) di riuscire a lavorare, sempre, con il giusto entusiasmo, la giusta consapevolezza dei propri mezzi, la giusta umiltà, senza esaltarsi ne deprimersi.
In un due parole la squadra deve avere il giusto grado di tensione.






lunedì 10 marzo 2008

Qualche foto per i tifosi della AFP Giovinazzo





























Rigore parato da Michele Stallone

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punizione diretta Lezoche

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Briciole di gara di A1 tra Giovinazzo e Follonica 08 marzo 2008

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domenica 9 marzo 2008

HOCKEY SU PISTA - Molfetta e Giovinazzo al minuto di raccoglimento piangono per i suoi 5 eroi del Lavoro della Truck Center


In occasione delle gare di Hockey su pista disputatesi sui campi di Giovinazzo e Molfetta si è osservato un minuto di raccoglimento per i cinque eroi del Lavoro della Truck Center.
Tutta l'Italia piange per i suoi :
Luigi
Michele
Biagio
Guglielmo
Vincenzo


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venerdì 7 marzo 2008

LO STRESS NELLO SPORT

Viene definita stress la situazione psicologica generata dalla differenza tra le capacità che l'individuo percepisce come necessarie per portare a termine una determinata azione e quelle che l'individuo percepisce come proprie.
Lo stress può manifestarsi sotto due forme: ansia e noia.
Viene generata ansia quando ciò che siamo in grado di fare non è sufficiente per ottenere lo scopo che ci siamo prefissi o che siamo in qualche modo costretti a conseguire.
Viene generata noia invece, quando le capacità possedute sono notevolmente superiori a quelle che percepiamo come necessarie per portare a compimento l'azione assegnataci.
Lo stress quindi è strettamente correlato oltre che con l'azione che dobbiamo compiere anche con la percezione che abbiamo delle nostre capacità in rapporto a quelle che ipotiziamo come necessarie per il conseguimento dell'azione stessa.
La percezione delle capacità che l'individuo possiede viene definita autostima ed è una componente fondamentale per la salute psico-fisica della persona.
Vediamo adesso di evidenziare alcuni semplici esempi di come nello sport possa essere generato stress.
Lo stress nello sport viene generato ad esempio, dal dover conseguire obbligatoriamente certi risultati, dal dover vincere una certa gara ecc.
A volte è mi capitato di assistere a gare dove una squadra era letteralmente bloccata dalla paura di non riuscire a centrare il risultato, altre volte invece il dover centrare il risultato può stimolare la squadra fino a un punto tale da riuscire a tirar fuori una prestazione straordinaria.
Tutto questo mi induce a pensare che lo stress, sotto forma di ansia, non sia sempre e comunque negativo, ma che tale negatività venga generata nel momento in cui l'individuo, la squadra, si rende conto di non avere più le capacità sufficienti per arrivare allo scopo per il quale sta lottando.
Viceversa avere un obiettivo di non facile conseguimento ma comunque non impossibile stimola sicuramente l'individuo e la squadra a dare il meglio di sè.
Dare il meglio di sè viene anche stimolato dal dover affrontare avversari più forti o situazioni di difficile soluzione che non precludono comunque, anche in caso di risultato negativo o di insuccesso, un decremento dell'autostima individuale o di gruppo.
Sono queste le classiche situazioni in cui la squadra incontra avversari considerati più forti, dove non c'è niente da perdere o dove c'è molto prestigio da guadagnare nel caso in cui si riesca a rovesciare il pronostico.
Se lo stress sotto forma di ansia si sviluppa principalmente a livello professionistico dove c'è una pressione molto elevata su tecnici e giocatori, a livello giovanile occorre stare attenti a non far annoiare i giocatori proponendo esercitazioni sempre varie che aiutino nelllo sviluppo tecnico e allo stesso tempo stimolino l'attenzione, la partecipazione e l'impegno.
La ripetizione continuativa di un gesto tecnico o di uno schema tattico non deve arrivare al punto di annoiare il giocatore o la squadra perchè altrimenti i benefici che deriverebbero dalla ripetizione di un gesto al fine dall'assimilazione di una determinata qualità vengono annullati dalla scadente applicazione da parte del singolo o della squadra.

martedì 4 marzo 2008

RAPPORTO FRA ALLENATORI E GIOCATORI

Lo sport in generale ha subito dei profondi cambiamenti, per esempio nel rapporto fra allenatori e giocatori.
Il ruolo dell'istruttore nel settore giovanile ricopre un importanza sempre maggiore in funzione di una corretta crescita dei giovani giocatori.
Rispetto a pochi anni fa, infatti, si presentano al campo di allenamento ragazzi con esperienze motorie molto ridotte e i motivi di queste carenze sono facilmente individuabili:Aumento delle ore passate a scuola, delle quali solo una minima parte dedicata all'attività motoria.
Nelle grandi città, drastica riduzione degli spazi dove poter giocare liberamente.
Aumento delle ore passate davanti a televisione, videogiochi e computer.
Questa situazione ci deve far capire, perciò, come solo attraverso una corretta attività per ogni fascia di età riusciremo a costruire quel bagaglio motorio, tecnico e tattico che in precedenza veniva acquisito quasi per intero dal ragazzo attraverso il gioco spontaneo.
Oggi i giovani sono più curiosi, più spinti, più svegli e interrogativi.
Per questo bisogna preparare i tecnici ad allargare le proprie conoscenze e passare dal lavoro sul campo alla psicologia, alla fisiologia, alla droga, al doping, ai casi sociali.
Certo, l’educatore di domani avrà sempre con sé una palla e un fischietto.
Ma avrà bisogno di una formazione completa per poter affrontare tutti i problemi sociali, come quello del disgregamento delle famiglie.
Secondo le circostanze dovrà essere educatore, compagno, padre, amico, eccetera.
Non é più sufficiente imporre un’autorità.
Occorre una filosofia, un comportamento e soprattutto avere la volontà di ascoltare e di far passare un messaggio.
Deve essere credibile e difendere i propri valori.
Allora basta con i giochi di parole L’ALLENATORE É LA FIGURA PRINCIPALE DELLO SPORT.
TUTTO POGGIA SU DI LUI.
Si trova all’incrocio di tutte le situazioni, ha rapporti con tutti: dirigenti, giocatori, pubblico, media, sponsor.
Ha la visione completa della specialità, grazie alla sua esperienza, alla sua prospettiva”.
L’allenatore é anche il perfetto capro espiatorio.
Ciò che succede a questo riguardo é talvolta di un’ingiustizia totale.
Al massimo livello, dove la posta é rilevante, l’allenatore é il bersaglio privilegiato.
Temo che in avvenire l’allenatore completo non sia più riconosciuto e apprezzato.
Il suo lavoro non si giudica da una partita all’altra, ma nel contesto di una stagione.
Ho paura che lo sport-business distrugga l’uomo, in virtù del quale lo sport resta umano, resta soprattutto un’arte”.

sabato 1 marzo 2008

SPORT E PACE di Damiano Tommasi

(tratto dall'agenda "Comportamenti di Pace" a cura di Massimo Paolicelli - edizione 2000)
Le pagine sportive si confondono sempre più con le pagine di cronaca nera!
Gli scontri tra tifoserie che fanno seguito alla maggior parte delle partite di calcio, i 5.000 e più poliziotti smobilitati ogni domenica per prevenire conseguenze più gravi, le decine di morti che negli ultimi anni ci siamo ritrovati all'interno o all'esterno dei campi di gioco.
Sono segnali chiari della violenza che direttamente o indirettamente coinvolge lo sport.
Il calcio in Italia è l'imputato principale ma, purtroppo, anche altre discipline sono tristemente coinvolte.
Lo sport, quindi , deve dare un messaggio di pace.
Lo sport è un importante strumento educativo ed in tal senso deve essere sviluppato.
Gli sportivi sono esempi che i giovani vogliono imitare e per questo devono sentirsi responsabili dei loro comportamenti.
Purtroppo la cultura sportiva non è adeguatamente sviluppata.
Nella società odierna non si sa perdere!
Non si accetta la sconfitta e di conseguenza di esaspera il bisogno di un risultato positivo.
Chi non vince, sia nel ciclismo che nel calcio, sia nell'atletica che nello sci, è un fallito!
Non importa come hai perso, sei un fallito!
Non si distinguono più persone con valori positivi o negativi ma semplicemente vincenti o perdenti.
Lo sport dovrebbe insegnare proprio a perdere: tutti gli atleti che si accingono a disputare una gara sanno che possono vincere e possono perdere ma, allo stesso tempo, non accettano in nessun modo la sconfitta.
Le conseguenze più gravi di tutto questo sono le reazioni istintive, violente, esagerate che si hanno ogniqualvolta ci si sente imbrogliati, derubati, o in qualche modo danneggiati da arbitri, avversari o chissà chi.
Considerata la grande diffusione dello sport nella società, è compito di tutti adoperarsi affinché l'attività sportiva rimanga strumento per l'educazione a valori quali la lealtà, l'onestà, il rispetto.
Nessuno si deve sentire impotente di fronte ad un fenomeno che direttamente o indirettamente ci coinvolge tutti.
Dal dilettante al professionista, dal principiante al campione dal più giovane al più esperto, chiunque può e deve giocare "pulito".
"Pulito" significa nel pieno rispetto delle regole, con lealtà, con rispetto per l'avversario e soprattutto riconoscendo i propri limiti.
Una sana cultura sportiva va costruita giorno per giorno, ogni occasione è buona per imparare a giocare, a praticare uno sport in un modo diverso.
Saper perdere!
Questo è il più grande insegnamento dello sport.
Impegnarsi con tutte le proprie forze per vincere ma accettare l'eventuale sconfitta.
Interessi economici e finanziari, diritti televisivi e sponsor esigenti non si armonizzano con le regole dello sport.
E' questo contrasto evidente che crea esagerazione, rabbia frenesia, impazienza e tensione che sfociano inevitabilmente in episodi di violenza.
Chiunque, perciò, può, nel suo piccolo, accostarsi allo sport in un modo nuovo o, se vogliamo, in un modo più vero per far crescere una sana cultura sportiva.
Cosa fare?
Gli atleti, quindi, sono l'esempio da seguire.
Giocare e gareggiare nel rispetto delle regole, degli avversari e degli arbitri, rendendosi conto delle responsabilità che hanno, è fondamentale.
Se io protesto vivacemente "autorizzo" il pubblico a prendersela con l'arbitro; se io reagisco violentemente ad una scorrettezza dell'avversario sarò imitato dal pubblico nei confronti dei tifosi della sponda opposta; i comportamenti di pace nello sport sono dunque quelli che tendono a smorzare polemiche, reazioni violente e inutili.
Addetti ai lavori sono chiamati a diffondere sempre più la cultura della sconfitta.
Non si può vincere solo per evitare una perdita economica!
Non si deve esasperare la corsa ad un risultato esclusivamente positivo.
Mass-Media. Giornalisti, cronisti, opinionisti devono avere più coscienza del loro ruolo.
Criticare aspramente arbitri, atleti, dirigenti non fa che provocare reazioni più o meno violente nei confronti di queste persone.
Ecco, considerare il tifoso, l'atleta, l'arbitro, il dirigente come persona che ama, sogna, ha una famiglia, piange, ride, lavora, pensa, riflette e, per questo, può sbagliare deve essere il compito dei mass- media.
Per far questo e per limare quella spigolosità nelle discussioni, sarebbe utile evitare di far uso di vocaboli quali cecchino, bomba, cannonata, fallo assassino, corsa della vita, salita massacrante, errore da suicidio, giocare alla morte
(n.b. i giornalisti di TELE+ si stanno impegnando in questo senso).
Infine, gli appassionati, sono chiamati ad accostarsi allo sport non dimenticando che sono di fronte sempre e comunque a delle persone come loro, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Allenarsi giorno per giorno ad accettare la vittoria e la sconfitta come parte del gioco e perciò evitare qualsiasi reazione istintivamente violenta.
Damiano Tommasi

martedì 12 febbraio 2008

pattinare sul web




Posted by Picasa

venerdì 8 febbraio 2008

spazio alla solidarietà per Luca Mongelli











Carissimi amici,

avrei voluto dirvi a voce ciò che sto per scrivervi; ma preferisco invece pubblicare questi miei pensieri sul mio Blog e inviarvi questa e-mail affinché queste mie parole vi restino materialmente sempre vicino.

Si dice che l’unico modo per avere un amico è di essere un amico.

Mi è venuta in mente questa frase, pensando alle amicizie che mi hanno aiutato nella ricerca di fondi per dare una chance di rinascita a Luca Mongelli, penso ogni momento della mia giornata al bel gesto che migliaia di amici hanno compiuto nei confronti di Luca e quindi nei miei confronti.

Ho notato, commosso, la delicatezza e la discrezione con cui, avvalendovi delle vostre conoscenze, vi siete presi cura di Lui.

Luca ha 13 anni e tanta voglia di vivere, ha volontà di crescere, di imparare , ma soprattutto vivere meglio.

Per vivere meglio gli mancava un grande aiuto, una mano.

Voi amici, non avete atteso che ve lo chiedessi due volte: voi avete intuito e capito, avete preso direttamente l’iniziativa.


Questi sono i miracoli dell’amicizia.

Papa Woytila qualche anno fa, in un Enciclica scrisse che la salvezza dei popoli passa attraverso la Famiglia, ridare quindi la giusta importanza ai valori della Famiglia, io concordo pienamente;
ma mi permetto di aggiungere che i miracoli dell’Amicizia sono inestimabili.

E’ proprio vero: l’unico modo per avere un amico è di essere amico, non con le parole ma con i fatti.

La guarigione di Luca, certo, mi sta a cuore; ma mi sta ancora più a cuore la vostra spontanea e generosa amicizia di cui, indipendentemente dal successo, ho avuto la conferma.

Un abbraccio

Michele Poli

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- Per la realizzazione della parte vignettistica,
ringrazio il caro amico Giuseppe Fiorentino
- Per la progettazione del Blog ringrazio tutti gli amici che mi hanno consigliato,
ringrazio il CONI , la F.I.H.P e Francesco Marchesini per avermi invitato a diversi corsi nazionali di specialità e ai corsi multimediali, dove ho avuto la possibilità di ampliare il mio bagaglio di conoscenze in materia di educazione motoria.

Già da ora ringrazio Tutti quelli che collaboreranno al mio Blog, promuovendo così il Pattinare all'infinito
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Se ciò dovesse verificarsi, si ringrazia, chiunque volesse segnalarlo.
26 febbraio 2008

lunedì 4 febbraio 2008

pattinatori hockeysti al GAMBEREMO 2006

.













Al Palio Giovinazzese, il famoso

"GAMBEREMO"

Vediamo raggiunto lo scopo dell’utilizzo del pattino, quello di ampliare verso una maggiore multilateralità le abilità senso-motorie dell'atleta.
Quindi al Palio del Gamberemo non poteva mancare la staffetta con pattini, stecca e pallina da hockey.

venerdì 1 febbraio 2008

PRESENTAZIONE




Utenti connessi




amicidiluca.com
Carissimi lettori ,questo lavoro ha radici che partono dagli anni ‘80.
Fin da quando ho intrapreso la carriera di Istruttore di pattinaggio a rotelle, mi accompagna il desiderio di scrivere un testo sul Pattinare.
In circa vent’anni per mille motivi, ho rinviato questo mio progetto che pian pianino s’è modificato arricchendosi di sfumature che hanno reso più ricco di colori il mio sapere sul Pattinare.
Con entusiasmo ho abbandonato l’idea del testo cartaceo per ricorrere alla tecnologia della rete, perché le vie della Rete sono Infinite.
Ma la motivazione più importante fra l’edizione di un testo e la costruzione di un sito Web è l’evoluzione che nel tempo il lavoro può ricevere.
Ovviamente ogni lavoro on-line può essere facilmente modificato e aggiornato.
Per questo ho deciso di partire con una struttura piccola e farla crescere gradualmente, anche grazie a chi vorrà collaborare al progetto.
Quindi partire con un patrimonio di conoscenze in costante evoluzione nel tempo, che forgerà inseparabilmente arte e tecnica, sensibilità e mestiere, intuito e ragione, talento e competenza.
La magia del PATTINARE deve essere quella di offrire un filo di Arianna nell’infinita complessità del labirinto chiamato “VITA”.
Il sito avrà una struttura ipertestuale, un modo per associare testo, immagini, suoni e magari animazioni.
Questo perché l’ipertesto riflette meglio il nostro modo di pensare e il modo in cui funziona il nostro cervello.
Perciò è un modo più naturale e umano di raccogliere ed esplorare le informazioni
Michele Poli

ALLE FAMIGLIE

amicidiluca.com

“ LA PRIMA EDUCAZIONE NON SI RICEVE A SCUOLA “


La prima educazione incomincia in famiglia; la prima scuola è la famiglia.
Eppure ci sono molti genitori che non sanno che il loro Bambino non incomincia ad imparare quando va a scuola, ma quando nasce.
Quindi non danno importanza alle esperienze che il Bambino fa nei primi anni, esperienze che invece sono fondamentali per il suo sviluppo intellettivo, sociale e anche morale.
Sarebbe lungo analizzare ciò che il Bambino fa praticamente da solo in questi primissimi anni. Pensate che scopre e si conquista il linguaggio associando cose ed azioni e anche norme sintattiche che gli permettono di possedere ben presto, prima della scuola, un sufficiente linguaggio oggettivo col quale farsi capire fuori dalla sua famiglia.
Noi scopriamo questa sua capacità quando fa degli errori o inventa parole.
Quando per esempio dice: ho scoprito che....noi ridiamo e gli diciamo che è sbagliato.
Ma lui cosa ha fatto?
Ha ricavato dal contesto linguistico che finire fa finito, cucire fa cucito, partire fa partito ecc. .
E’ chiaro dunque che scoprire fa scoprito.
Ha applicato una norma senza sapere che è incappato in un verbo irregolare.
Questa è la spia di un suo lavoro mentale di attenzione e applicazione delle norme linguistiche, della sua intelligenza e capacità creativa.
Tutto questo senza frequentare corsi di linguistica o di grammatica.
Fa tutto da solo, giocando, ascoltando, inserendosi nel contesto in cui vive.
Inoltre scopre a poco a poco con gli strumenti sensoriali il mondo in cui è stato chiamato a vivere. Tocca tutto, rompe, smonta, fa esperienze coi materiali, scopre la forza di gravità e altra leggi del mondo fisico, incamera come un computer, memorizza, elabora un enorme quantità di dati, risintetizza e rimette tutto in discussione con le successive esperienze.
Tutto questo fa felicemente, giocando.
Così preso dal suo gioco-lavoro, a volte si mette anche in pericolo.
Nello stesso tempo scopre un’altra dimensione del mondo, quella affettiva che per lui è la più importante perché dà senso alla sua presenza nella famiglia e nell’ambiente.
Nei primi mesi di vita se chiama per un bisogno (naturalmente chiama con il pianto, perché non ha ancora l’uso della parola) e ha una risposta pronta, egli capisce che intorno a lui ci sono persone che lo ascoltano, lo amano, lo aiutano; insomma scopre gli altri, persone di cui non capisce ancora il significato delle parole che dicono, ma il senso affettivo si.
Nel brefotrofio questo non avviene, magari sono più puliti, ma tutto avviene a ore stabilite.
Il Bambino chiama, ma non c’è la risposta pronta di chi gli è vicino, lo ama, lo aiuta.
Allora si produce un ritardo nel linguaggio, perché se a chiamare nessuno risponde, è inutile chiamare.
Quando andrà alla scuola dell’infanzia e poi a quella primaria, egli porterà con se quella cultura che lui si è fatto nell’esperienza precedente, e l’idea che lui si è fatta del mondo, più o meno ottimista, dipenderà dalla qualità dei rapporti affettivi vissuti nella famiglia e nell’ambiente; il mondo è quello che l’esperienza gli ha mostrato.

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IL RUOLO DEI GENITORI

amicidiluca.com

Il Bambino è un giardino chiuso che non apre il suo cancello:
ci vuole una chiave,
la chiave ce l’ha il Bambino stesso;
te la cederà se si fida di te,
se sente che sei veramente suo amico in ogni momento.


I genitori nei primi anni possono contribuire a sviluppare le tendenze che chiamerei
positive
se evitano i due pericoli di segno opposto ancora molto diffusi,
cioè l’autoritarismo che considera il Bambino un essere incapace di riflessione autonoma,
e il permissivismo che lo lascia in balia dei condizionamenti esterni e degli istinti.
Non è facile accettare l’idea che il Bambino non è una loro proprietà,
ma una persona che è stata chiamata alla vita dall’amore e che ha diritto ad essere felice,
cioè ha diritto ad essere aiutata a realizzarsi pienamente nella gradualità delle conquiste.
A tal proposito penso che i versi del poeta Libanese Kahlil Gibran, nella sua “ Poesia per un figlio “ facciano riflettere:
E una donna che reggeva un bambino al seno domandò:
Parlaci dei figli.
Ed egli disse:
I tuoi figli non sono figli tuoi.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, non le tue idee.
Perchè essi hanno le proprie idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo, ma non alla loro anima.
Perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire dove a te non é dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a Loro, ma non volere che essi somiglino a Te.
Perché la vita non ritorna indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani .
In certe famiglie oggi la televisione sostituisce il rapporto che i genitori dovrebbero avere col Bambino.
Ma la televisione è unilaterale, non permette il dialogo, proprio per i suoi limiti tecnici, non risponde alle domande, spesso difficili
per noi adulti, che il Bambino pone e poi ripete, magari per aver conferma che quello che gli si è detto sulle cose misteriose che
scopre e immagina, è vero.
Alcuni genitori di fronte a domande imbarazzanti alle quali non sanno rispondere con linguaggio concettuale e formale adeguato,
dicono al Bambino:
Queste cose te le insegnerà la maestra quando andrai a scuola .
Credono così di liberarsi di un problema,
ma ne creano altri,
perché il Bambino può chiudersi,
o cercare altrove,
o comunque viene mortificata la curiosità e l’interesse per le cose ed i problemi.
E’ importante tenere aperto il dialogo, su tutto;
favorire la conoscenza di altri bambini e adulti ricchi di umanità, coi quali avere rapporti costanti.
Più che con le parole, s’impara con l’esempio.
Se il Bambino vede che gli adulti non buttano cartacce per terra,
che ammirano i fiori vivi in natura e non quelli recisi e messi nel vaso,
che invece di andare a vedere gli animali incarcerati nello zoo,
vanno invece in campagna, nel bosco a vedere animali liberi.
Se vedono il papà o la mamma che parla con la zingara che chiede l’elemosina, ecc. imparano da questa continua lezione pratica
l’educazione civile necessaria alla loro vita.
Così anche l’essere presenti e partecipare alle discussioni che si fanno in famiglia circa le decisioni da prendere anche su cose non
importanti (ma che per lui lo sono),
tutto questo equivale ad assimilare il concetto di famiglia come piccola comunità di diversi che trovano insieme le soluzioni ai
problemi comuni,
soddisfacendo contemporaneamente le esigenze di ognuno, che possono essere diverse.
La famiglia quindi come prima comunità di eguali
(nei diritti e nei doveri) e di diversi
(per esigenze e pareri),
tra loro amici e aperti verso gli altri.
Il rapporto tra i bambini, educatori ed insegnanti dovranno essere improntati non più alla sottomissione del discente al docente,
ma al senso dell’amicizia.
I bambini hanno un fiuto particolare;
sentono che, se l’educatore è un amico, li ascolta, li aiuta e non incomincia subito a fare dei giudizi comparati, facendo le parti
uguali tra disuguali.
Il Bambino è un giardino chiuso che non apre il suo cancello:

ci vuole una chiave,
e la chiave ce l’ha il Bambino stesso;
te la cederà se si fida di te,
se sente che sei veramente suo amico in ogni momento.
In questo clima di lealtà e di fiducia tutto è possibile, dalle più genuine espressioni al lavoro collegiale.
Si lavora insieme dando ognuno il meglio di sé, cooperando invece di competere, provando piacere per i risultati dei compagni
invece che invidia.

IL CALO DELLA NATALITA'



Il Bambino di oggi,
ha spesso queste tendenze:

spesso si è rinchiusi più in casa, perché raramente si riesce ha giocare per strada, per vari motivi... il traffico, il drogato, ecc.,
si ritrova rinchiuso in spazi ristretti a fare attività spesso sedentarie e ripetitive, restrittive dal punto di vista della crescita psicofisica.




Secondo dati ONU, circa nel 2020 in Europa avremo la popolazione Araba superiore a quella Europea.
Quindi si presume che (salvo guerre, epidemie, ecc.) ci sarà un grandissimo esodo, ancora maggiore a quello di oggi.
La popolazione europea sempre più diminuisce, tra l’altro viviamo un ulteriore avvicendamento dall’Est, quindi o iniziamo tra le tante altre cose a lavorare sulla solidarietà o è chiaro che fra non molto ci sarà un dilagare della lotta al diverso e quindi un ritorno in grande stile al razzismo e magari a qualche bel conflitto, come se tutte le stragi naziste non abbiano insegnato niente.
Per affrontare bene la lettura di questo lavoro, bisogna tenere presente un problema:il calo della natalità’.
Solo così potrà essere fatta una buona scansione sul significato del pattinare nell’immaginario del Bambino, questo porterà noi educatori nella scelta dei mezzi più utili alla crescita del Bambino.
Come fine ultimo la Scuola Elementare ha:
“ La formazione dell’uomo e del cittadino “.
Io tra le tante cose individuo il Bambino come nuovo soggetto culturale nella storia d’Italia, visto sempre più come figlio unico.
Questo comporta un’attenzione particolare da parte del genitore, ossia, il fatto che il genitore pretenda che il figlio sappia fare molte cose.
Il Bambino di oggi ha spesso queste tendenze:
spesso si è rinchiusi più in casa, perché raramente si riesce ha giocare per strada, per vari motivi....... il traffico, il drogato, ecc., e si ritrova rinchiuso in spazi ristretti a fare attività spesso sedentarie e ripetitive, restrittive dal punto di vista della crescita psicofisica.
Questa è un po’ la tendenza del Bambino di oggi in molti agglomerati urbani, c’è la paura diffusa che possa accadere qualcosa, proprio perché dal punto di vista statistico si va ad una riduzione del numero dei bambini.
Quindi ad una maggiore attenzione e preoccupazione, se uno ha cinque o sei figli se ne perde uno ne ha sempre quattro o cinque, se invece ne ha uno solo e lo perde la situazione incomincia ad essere pericolosa, quindi allora sempre più attenti con sempre più morbosità.
Tutto questo rende il Bambino sovrano in un mondo di adulti.
Intorno a lui, madre, padre, nonni, talvolta anche qualche bisnonno, s’industriano a soddisfare ogni suo bisogno.
Se ha un desiderio, gli basta un cenno.
Se è contrariato, un moto di disappunto.
Tra lui e le persone che abitano il suo orizzonte, la differenza di età non si calcola più in anni e decenni, ma in belle porzioni di secolo.
Con questo drappello di accompagnatori, il Bambino del Duemila si avvia ad entrare nel terzo millennio.
E’ un figlio unico, naturalmente.
E’ l’esemplare di Bambino che va diffondendosi a macchia d’olio nelle società occidentali e tanto più in Italia dove la cifra, stabile da anni, di 1,3 figli a coppia (il tasso demografico più basso al mondo) dà la misura del fenomeno.
Se continuerà così, lo scenario che i demografi dipingono per i prossimi decenni è degno di un film di fantascienza.
Infatti, se oggi ci sono 2 milioni e 800 mila bambini con meno di cinque anni contro un milione e 900 mila vecchi con più di 80 anni, fra 50 anni potremmo avere appena un milione e mezzo di bambini, contro 4 milioni e 300 mila ultraottantenni (un rapporto di uno a 3), mentre ci sarebbe un solo Bambino ogni 12 persone che hanno superato i sessant’anni.
E’ il piccolo imperatore di questo probabile paesaggio, mai verificatosi nella storia dell’umanità, sarà proprio il figlio unico, che non dovrà più soltanto riuscire a crescere senza coetanei nel classico triangolo della famiglia, ma dovrà imparare a vivere e a studiare, a maturare e socializzare in un mondo di vecchi.
Questo sta portando all’eliminazione di due codici importanti quali quello gestuale espressivo, che riguarda tutto il corpo e quello orale il parlare, facendo prendere il sopravvento ad altri linguaggi come quello dell’immagine (intesa come televisiva) e dello scritto computerizzato

PROGETTO SCUOLA


Voglio chiarire che il concetto di sport,
è competizione, ma non è necessariamente attività agonistica specialistica precoce,
ma bensì è un confronto con gli altri.
E' arricchimento dell’individuo, nel momento in cui entra in tensione con un altro per migliorare se stesso e per migliorare anche il gruppo,
perché senza l’altro noi non esisteremmo.


Questo lavoro rappresenta per le attività motorie e per lo sport in Italia, un percorso campione, che potrebbe anche rivoluzionare il rapporto tra l’associazionismo sportivo, quindi il C.O.N.I. , in particolare la Federazione del Pattinaggio F.I.H.P. e l’altra agenzia culturale che è la scuola .
Quindi è un progetto che s’inserisce e fa diventare voi pionieri di una cosa che cercherà di portare come stabiliscono i nuovi programmi, l’educazione motoria in maniera avveniristica con la novella del Pattinare.
Io parto da una considerazione, gli insegnanti grazie agli orientamenti dei nuovi programmi, devono programmare nell’anno scolastico un programma di educazione motoria, io con questa proposta presento agli insegnanti il pattinare come possibile mezzo per lo sviluppo psicofisico del Bambino.
Vediamo quello che è il passaggio che sta avvenendo nella scuola, una scuola che ha una forte attrazione per il passato, che si basa sulla didattica della contemplazione, della conservazione e della trasmissione.
Il presente rimane fisso e immutabile, quindi il passaggio sta sempre più diventando dal luogo dell’imparare al luogo dell’imparare ad imparare, ossia creare nel Bambino un modo nuovo di confrontarsi con la realtà.
Questi a me sembrano i concetti filosofici dei nuovo programmi, quindi la scuola dovrebbe diventare uno spazio attivo di ricerca e non un momento informativo definito a priori.
Quindi è un contesto nel quale i bambini vivono un’esperienza e questa viene vissuta anche in base alle conoscenze che i bambini hanno, allora è qui che entra il nostro ruolo, cioè la scuola non viene considerata più come primaria fondamentale come volevano i vecchi programmi del ‘55, ma diventa scuola primaria in senso iniziale e che ha necessità, per poter sviluppare la cultura e accrescere la formazione, di altre agenzie.
Nel nostro caso si inserisce la mia proposta del Pattinare, cioè altre organizzazioni in questo caso quelle sportive, contribuiscono con la scuola all’accrescere del sapere del Bambino.
La C.M.271 del 1991 del 10 settembre del Ministero della Pubblica Istruzione, stabilisce per la prima volta nella storia del paese le minime soglie orarie per discipline, quindi in questa data l’educazione motoria entra per due ore settimanali nella Scuola Elementare.
Visti i cambiamenti che la scuola sta vivendo ecco allora considerare l’ingresso della
C.M. 184 che porta a coadiuvare con gli insegnanti nuove strutture, in questo caso l’associazionismo sportivo.
Un’altra cosa importante è il fatto che le generazioni di bambini che vengono su in questo periodo, vivono non più il rapporto con il tempo scolastico in modo vago, ma in maniera più ordinata, ossia il Bambino sa che domani ha l’ora di ... , come nelle scuole medie insomma.
Cioè si crea una mentalità più elastica e più cosciente.
Ma il tutto non è così facile, lo sport è visto con sospetto in certi sistemi scolastici, perché visto come distrattore delle attività serie, in parte perché qualcuno vede le attività pratiche come subalterne, specialmente quando si parla di sport, perché questo significa svago, significa che il Bambino suda, si stanca e poi non riesce a studiare.
Mentre quando si parla della motricità, psicomotricità, il discorso diventa più serio e più riflessivo, perché il Bambino sembra che apprenda meglio certe cose; non dimenticando che proprio la motricità e quindi l’immagine che il Bambino ha del proprio corpo, è il numero fondamentale per la formazione della personalità dell’individuo.
Diciamo quindi che può esserci una certa riluttanza verso la competitività e poi per l’emulazione, ma il nostro compito e proprio quello di sfatare il mito della competitività, dobbiamo chiarire cosa s’intende per competitività e poi competizione che significa far competere, fare delle cose insieme.
Io sono contrario al concetto dell’insegnamento ostile nei confronti dell’avversario, ma allo stesso tempo bisogna essere coscienti che senza competitività la specie umana si estinguerebbe, perché la competitività è legata alla lotta e quindi all’agonismo.
Quando noi sentiamo dire che l’agonismo non è molto educativo, dobbiamo fare questa precisazione: l’agonismo è un bisogno umano per la sopravvivenza, quindi significa lottare per migliorare la natura.
E noi educatori stiamo combattendo per migliorare il modo di essere dell’individuo verso l’ambiente .
Perché è chiaro che la società consumistica cerca di vendere tutto e allontana l’uomo dalla natura.
L’altro punto essenziale è quello dell’attività agonistica organizzata nell’infanzia, perché è questa attività che porta poi al concetto di specializzazione precoce, che ha portato al rifiuto da parte della scuola, e quindi l’educazione motoria è stata privata di referenti, cioè non può esistere o esiste in maniera sbagliata l’educazione motoria senza lo sport.
Per questo io voglio chiarire il concetto di sport che è competizione ma non è necessariamente attività agonistica specialistica precoce, ma bensì è un confronto con gli altri, è arricchimento dell’individuo nel momento in cui entra in tensione con un altro per migliorare se stesso e per migliorare anche il gruppo, perché senza l’altro non esisteremmo.

PATTINARE GIOCO SPORT NELLA SCUOLA




Lo scopo dell’utilizzo del pattino,
é proprio quello di ampliare verso una maggiore multilateralità le abilità senso-motorie del Bambino al di là del sesso e dello sport dominante la sua attività sportiva.




Per quello che può essere lo sviluppo del pattinaggio, noi tecnici non dobbiamo aver paura di trovarci in situazione subalterna nella scuola.
Noi lavoriamo per migliorare il prodotto Pattinare , il compito che ci siamo prefissati è divulgare il pattinare all’infinito, tutti gli apporti migliorano il sistema, noi siamo nel sistema e lavoriamo con loro.
Noi tecnici siamo depositari di alcuni saperi, gli insegnanti lo sono di altri c’é un confronto. Tutto questo fatto con coscienza porterà al risultato voluto.
Dopo gli otto anni é previsto dai programmi scolastici la conoscenza della cultura sportiva attraverso i vari giochi, quindi anche giocare con gli sport del pattinaggio diventa una cosa importante.
Nel gioco sport si possono individuare tre obiettivi fondamentali:
1 - Creare la più ampia possibile base motoria individuale.
2 - Consentire di articolare l’espressione e l’esperienza motoria in forma ludica.
3 - Favorire la progressiva pratica di attività polivalenti, i giochi di squadra, le attività sportive e via discorrendo.
Per finire, con il Gioco Sport del Pattinare è previsto un graduale passaggio da un’attività puramente ludica ad un’attività anch’essa importante che richiede il preciso utilizzo di abilità tecniche quando ci avviciniamo sempre più verso una specializzazione :
Hockey - Corsa - Artistico - Skate-board , ecc.
per la verità la specializzazione dovrebbe avvicinarsi verso una certa età.
Quella della specializzazione è una cosa che è sempre da ricordare, perché nei giochi se noi non insegniamo e non aumentiamo le richieste di saperi specifici, che i ragazzi vogliono per poter giocare, con delle conoscenze sempre maggiori, il gioco diventerà ossessivo, ripetitivo e monotono.
In questo senso le abilità tecniche consentono un’evoluzione dello sviluppo dell’essere umano, e quindi fa capire come lo sport diventa un fenomeno sociale, perché il ragazzo o la ragazza che sa pattinare può utilizzare questo, con il potere del transfert sia in attività sportiva ma soprattutto in attività sociali.
Quindi il pattinare è una grande forma di crescita sociale.
Per una trasferibilità della pratica del pattinaggio nell’insegnamento degli sport di squadra ed i giochi sportivi dei centri C.A.S. e dei centri di promozione, ci viene in aiuto anche la psicanalisi.
Nei significati dati al gioco ed ai suoi diversi elementi prolunga la teoria fenomenologica, pensando che ogni individuo abbia la possibilità di esprimere, grazie alla pratica sportiva significati inconsci.
I concetti di simbolismo uniti al processo inconscio per cui, l’energia psichica che nasce dagli impulsi e dagli istinti, si rivolge e si scarica in attività socialmente utili, offrendo ad ogni individuo la possibilità di trovare una purificazione, una fonte di scarico autorizzato dalla società, di pulsioni, desideri o fantasmi proibiti dalle norme culturali.
Ad esempio, l’aggressività come distruzione dell’altro viene sublimata dalla competizione sportiva, una situazione di scontro che permette di rivaleggiare con l’altro, quindi di liquidare, in modo sostitutivo, il ritorno di problemi vissuti anteriormente e represso nel presente nelle sfere intime dell’inconscio.
Si tratta dunque di un insegnamento fondato sulla preservazione ed il mantenimento dell’equilibrio della personalità.
E’ bene sottolineare che la potenzialità di divulgazione del gioco Pattinare non consiste solamente nella diffusione di sport poco conosciuti come l’Hockey, il Pattinaggio Corsa e il Pattinaggio Artistico, ma permette di svolgere attività abitualmente impensabili.
Vi sono infatti talune attività sportive che vengono ritenute impraticabili nella scuola (non solo elementare), principalmente per due ordini di motivi:
- La impraticabilità dovuta a pericolosità o presunta diseducatività
- La differenziazione tra sport per uomini e sport per donne.
Certamente questi non sono i soli motivi che inducono alla scelta di determinate attività e all’esclusione di altre, ma sono comunque i più influenzati da pregiudizi radicati e convinzioni sbagliate, che creano grossi problemi ad estirparli.
La differenziazione tra sport per le ragazze e sport per i ragazzi, in particolare, è una piaga che in passato rappresentava la norma: era infatti pacifico considerare la ginnastica, la pallavolo e il pattinaggio artistico ad esempio come sport adatti alle femmine, mentre altri sport come il calcio, il basket e l’hockey a rotelle, prettamente o esclusivamente maschili.
Il risultato di tutto questo era un’accentuazione delle differenze tra le abilità senso-motorie dei due sessi; per tale motivo il bambino assiduo praticante del calcio diventava l’imbranato di turno al momento di giocare a pallavolo e viceversa succedeva per le bambine con il calcio.
Lo scopo dell’utilizzo del pattino, é proprio quello di ampliare verso una maggiore multilateralità le abilità senso-motorie del Bambino aldilà del sesso e dello sport dominante la sua attività sportiva.

IL PATTINARE COSA PUO' DARE AL BAMBINO?


Pattinare, indubbiamente,
impone capacità decisionali di intraprendenza,
di sicurezza e fiducia di sé.


Diciamo che alcuni suggerimenti possono venire dall’area intellettuale,
si parte dai processi percettivi che possono essere sviluppati, la capacità di risolvere i problemi, questa è una grande capacità cognitiva.
Noi attraverso il gioco proponiamo delle cose ed il Bambino deve saperle risolvere, l’immaginazione, la fantasia e la creatività intese come pensiero produttivo sono motivazioni che stanno sparendo ma che sono determinanti.
Dal punto di vista sociale noi vogliamo sviluppare attraverso le capacità motorie la capacità di collaborazione e la solidarietà ed altri fattori come l’identificazione col gruppo e il rispetto delle regole stabilite.
Migliorando queste capacità, noi lavoriamo sul crescente controllo dell’emotività e dell’impulsività, che avvengono per autoregolazione non che avviene perché noi imponiamo di stare controllati.
Nello stesso tempo vengono a strutturarsi altri elementi o caratteristiche come l’intraprendenza, il fatto che io con i pattini mi metto in movimento ed a compiere delle operazioni diverse dal camminare o dal correre, indubbiamente impone capacità decisionali di intraprendenza, di sicurezza e fiducia di sé.

ALCUNE CONSIDERAZIONI PSICOLOGICHE SUL PATTINARE










Il concetto dell’equilibrio è lo stato più importante della specie umana,
con il Pattinare noi lavoriamo in modo particolare sull’equilibrio.


Il Bambino a 10 anni sta vivendo ancora una fase della vita con una tendenza se vogliamo animistica,
cioè basata sul fatto che tutte le cose hanno un’anima con poteri, molte volte, superiori a quelli dell’uomo,
è una vita basata sulla drammatizzazione, sul gioco simbolico, sul gioco espressivo; la vita per il bambino è questa, se mancano questi aspetti diventa troppo realistico e corre il rischio di perdere un’importante tappa dello sviluppo.
Quindi è importante rammentare che rispetto proprio le capacità coordinative, il pattinaggio vive il problema dell’equilibrio, la ricerca dell’equilibrio non è soltanto un equilibrio proprio mentale che è una delle tendenze dell’essere umano per poter essere...... quando si parla di essere equilibrato.
Quindi l’attività del pattinare ha a che fare con una componente che per noi è coordinativa, ma dal punto di vista antropologico la paura di perdere l’equilibrio è una delle più antiche paure.
Noi lo vediamo quando nasciamo, il bambino viene poggiato sul dorso e la prima cosa che fa è quella di spalancare le braccia per paura di cadere, quindi di perdere un equilibrio.
Allora capite bene quanto e come diventa importante acquisire questo equilibrio sul piano psicologico, ormai dovrebbe essere cosa acquisita e non dobbiamo stancarci di ripeterlo che non c’è separazione tra gli aspetti della mente, gli aspetti cognitivi rispetto gli aspetti motori.
Un altro aspetto importante è quello riguardante la caduta:

nella nostra cultura europea la caduta e cadere significa scendere in basso anche nello stato sociale, quindi c’è questo problema visto anche sotto l’aspetto della scala sociale, di accettare la caduta come la possibilità di risoluzione di un problema, ossia superare la caduta ritornando in equilibrio, quindi la caduta ha un effetto educativo pedagogico proprio nel momento in cui c’è l’alternativa allo stare in piedi, certe cose si trasferiscono quindi aiutano sul piano del transfert.
Quando una persona cade, perché viene derisa?
Perché quando un Bambino scivola la gente si mette a ridere?










La caduta è considerata anche dal punto di vista culturale religioso all’inferno,
ci sono delle considerazioni rispetto alla caduta, la paura di cadere non è soltanto la paura di cadere e farsi male, è proprio una paura simbolica di perdere una propria identità rispetto agli altri,
specialmente in persone adulte , la paura di fare una magra figura, quindi l’insegnante o il genitore si porta anche questo tabù rispetto alla caduta,
viene razionalizzato come farsi del male.
Vincere questo demone della caduta deve essere fatto capire perché significa una maggiore sicurezza interiore,
quindi l’equilibrio non è solo fisico ma anche mentale che favorisce una sicurezza interiore nel bambino ed una accettazione di sé rispetto al mondo ed alle cose e quindi una voglia di andare verso il futuro,
questa è una carica di ottimismo in un mondo che non ne presenta molto.
Possiamo affermare che:
con il pattinare il bambino scopre la sicurezza interiore,
quindi l’immagine di sé,
un’immagine corporea di un corpo che sta in movimento in situazioni precarie,
allora si capisce bene che aspetto enormemente afrodisiaco ha sull'individuo il pattinare.
Non è il camminare o il correre, sono situazioni diverse.
Gli americani addirittura dicono:
fall in love (cadere in amore), proprio perché il pattinare presuppone la caduta.
Un’altra cosa importante nella simbologia del pattinare è la questione del piacere fine a sé stesso di vincere una cosa che noi non potremo mai vincere.
Questi sono gli eventi che regolano la vita dell’universo ,quindi lo spazio e il tempo,
ossia noi non possiamo mai batterlo il tempo, è impossibile, però c’è questa pia illusione che attraverso un mezzo si possa ,
allora il pattino è uno strumento che favorisce innanzitutto il superamento di una velocità,
superare questa, sicuramente è un piacere universale,
quindi il pattinare supera gli originali schemi motori, come il camminare e il correre.
Si capisce bene che insegniamo con il pattinare un nuovo schema motorio,
allora noi spostiamo con l’insegnamento del pattinare il sapere umano, il sapere del Bambino.
Questo periodo della vita, è anche un epoca critica deve fare un bilancio sulla propria esistenza,
il bambino perde certe caratteristiche dell’infanzia per avvicinarsi sempre più verso un’età pre-adolescenziale,
è un momento in cui il bambino vive anche un rapporto magico con la vita e questo è il bello .
Secondo un’analisi e uno studio sulla struttura delle fiabe, in quelle tradizionali spesso c’è sempre un oggetto magico che va ad aiutare l’eroe per superare l’ostacolo.



Allora il pattino può raffigurare nella mente del Bambino questo oggetto magico che va ad aiutare l’eroe per superare l’ostacolo, quindi raffigurare nella mente del Bambino questo oggetto magico-simbolico.
Tutto questo nel linguaggio dell’infanzia è capito,
è l’adulto che deve cercare di ricordare e specialmente deve ricordarselo un’insegnante il quale deve capire che stiamo lavorando nel magico nell’animistico.
Questo deve portare a capire che non bisogna dire:
ma il Bambino deve restare con i piedi per terra.
Per i piedi per terra c’è tempo in avanti, i tempi sono i tempi le tappe di sviluppo non vanno anticipate, in questa parte della vita il Bambino deve crescere con la fantasia, con l’immaginario e con la creatività.
Purtroppo questi oggetti magici, vengono sempre più messi da parte dall’elettronica, il nuovo mondo dei videogame, che per molti ha già sostituito il fantastico sono un esempio.
Allora riflettiamo un po’ su come combattere una certa elettronica nociva, uno dei grossi ritornelli da parte di molti genitori è proprio questo, come l’elettronica possa danneggiare il sistema nervoso dell’individuo.
Nell’ultima generazione di videogames, si legge persino nelle istruzioni di fare attenzione ad eventuali crisi epilettiche o altre disfunzioni fisiologiche che questi possano causare con l’uso più o meno prolungato.
Allora, noi offriamo con il Pattinare una situazione fantastica, da fiaba, per un Bambino che non sta vivendo più nelle fiabe né sta vivendo il fantastico, che è rinchiuso in sé stesso, che elabora un proprio narcisismo sempre più rimarcato, perché la società consumistica punta al narcisismo per vendere i prodotti e allora l’educatore si trova di fronte ad un bivio:
- serve ancora educare o non serve più educare o l’infanzia la stiamo annullando e distruggendo dando ragione ad uno studioso americano che parla di una infanzia ormai finita?
Io non sono convinto ancora di questo, però sento che se non ci muoviamo dovrò ricredermi.
Allora il problema sta nel non cadere in quel realismo come intendeva Piaget, ma proprio dal punto di vista sociologico, ossia il Bambino deve vivere l’elemento magico della vita.
In questo periodo della vita, secondo degli studi fatti da uno psicologo romano, la maggior parte dei tossicodipendenti che ha avuto modo di contattare nelle sue indagini, avevano proprio perduto questa fase della loro vita, avevano perduto e non vissuto il momento magico dell’infanzia;
cioè, erano diventati più iperealistici del re.
Quindi, c’è un desiderio, oltre a tanti altri motivi, di ritrovare un vissuto fantastico non vissuto, attraverso l’uso di certe sostanze.
Capite che danno andiamo a fare se noi non valorizziamo certe cose.
Non solo, noi stiamo sempre più dimenticando e quindi faremmo bene a ricordare che sul piano delle motivazioni, ci sono alcune molto importanti che si stanno assopendo cadendo nel dimenticatoio,
ossia, il rischio l’avventura e l’esplorazione,questo perché la nostra civiltà impone tutto in maniera rigida.
Queste motivazioni stanno scomparendo, non a caso in età adulta i ragazzi le ricercano in attività di morte, vedi le corse pazze in auto il sabato sera, migrando da una discoteca all’altra in preda ai fumi dell’alcool o delle droghe.
Ad essere ridotta c’è anche la creatività,
adesso non è per far politica, ma una persona che è creativa e lavora sul pensiero produttivo è una persona che mette in crisi il sistema che tende ad imbarbarire l’essere umano, quindi meno si è creativi più si riesce a vendere certi prodotti,
purtroppo questa è una triste realtà, o si sconfigge questa tesi o noi diventeremo tutti robotizzati, questo lo ricordavano gli studiosi della scuola di Francoforte e lo stesso Pasolini in Italia.
E' il concetto di omologazione, tutti siamo uguali quindi il messaggio viene trasmesso a tutti e tutti comprano quel prodotto.
Allora capite bene questo discorso a cosa vuol giungere.
Il pattinare che va in contrasto con certe regole di natura che sono appunto il normale camminare e correre, impone un maggior rischio, una maggiore avventura e una maggiore esplorazione, perché si riducono gli spazi e quindi l’esplorazione diventa significativa per il vissuto corporeo del Bambino che riesce a dominare delle variabili rispetto il pattinare.
Un’altra cosa è importante, il corpo così detto vissuto riportato nei programmi delle scuole inferiori, il così detto corpo vissuto che per noi è fondamento e pilastro della pedagogia,
perché corpo vissuto non è corpo subito e non corpo strumento.
Cioè il bambino con il corpo è centrato sulla propria personalità,
vive delle esperienze in maniera libera, noi proponiamo delle situazioni e il bambino le vive a modo suo.
Attraverso le motivazioni che prima dicevo il corpo viene vissuto in maniera diversa rispetto ad altri schemi motori o ad altre situazioni.
E' fondamentale giocare con i pattini, perché il Bambino deve valutare e passare le varie fasi della coordinazione motoria esplorando.
Noi tutti sappiamo che quando c’è una coordinazione, questa è legata a due sistemi regolatori uno esterno e l’altro interno, quello esterno è appunto legato ad analizzatori visivi, tattili, uditivi, ecc.
la prima cosa che facciamo è proprio lavorare con questi analizzatori di senso,
dopodiché si passa ad una seconda fase.
Quando iniziamo a coordinare il movimento, incominciano a subentrare analizzatori di tipo interno, ossia dei regolatori che sono quelli cinestetici, ovvero le cellule che sono nei muscoli nelle articolazioni, nei tendini, che ci dicono esattamente il nostro corpo come sta e come è collocato.
Questo è un passaggio importantissimo per l’apprendimento motorio, ma anche per l’apprendimento cognitivo, perché ripeto, il corpo è centrale nella vita affettiva dell’individuo.
Nel pattinare questa tendenza è molto rimarcata rispetto ad attività come il correre, il saltare e fare altre cose, quindi capite bene che significa usare il pattino, questo diventa un’appendice, un mezzo per conoscere ed esplorare meglio il mondo in un vissuto che è anche magico,
perché il Bambino ha questi pattini e questi hanno una magia nell’infanzia e anche per tutti noi penso.
Magari uno da grande non ci pensa, ma se uno si ferma e ci fa una riflessione ...... questo è il concetto.
Quindi una maggiore ricerca di libertà.
Se prendiamo spunto da alcune riflessioni di alcuni bambini sul cosa significa per loro pattinare, molti rispondono che sembra loro di volare.
Ritroviamo allora il desiderio di volare, non ritorniamo indietro ad Icaro o a Leonardo da Vinci, ma l’uomo ha sempre desiderato di volare e per necessità ha inventato gli aeroplani.
Quindi accontentiamo negli uomini il desiderio di volare, perché con i pattini si ha questa sensazione, perché più aumenta la velocità e più si ha questa sensazione di volare.
Allora una percezione stupenda dal punto di vista didattico, viene anche recuperata una certa spontaneità di fare le cose per il solo piacere di farle.
Comunque , ripeto e ribadisco sempre, il concetto dell’equilibrio diventa lo stato più importante della nostra specie umana, e con il pattinare noi lavoriamo in modo particolare sull’equilibrio.

UNA FAVOLA, IL PATTINO E DINTORNI























I bambini reali,
cioè quelli che appena ti giri fanno subito le gare più strane e incredibili e che vogliono giocare in una palestra che non sia un
consultorio neuro-psichiatrico-infantile.

I bambini, così come amano giocare, altrettanto istintivamente amano misurarsi in gare e confronti.
Come afferma Fabrizio Pellegrini,
Collodi con la favola di Pinocchio aveva in mente l’immagine di un corpo, ma nel descriverlo enuncia ciò che saprà fare, e lo enuncia in forma diremmo oggi, di competenze multilaterali, polivalenti, polisportive, come si conviene a un Bambino.
Ma vuoi vedere che Collodi conosceva gli schemi motori, e con la favola di Pinocchio ha voluto teorizzare sulla motricità del Bambino e noi, non ce ne siamo accorti?
Eppure Pinocchio dopo poche pagine di racconto è ormai bambino e non corpo burattino, bambino che cammina , corre, salta, rotola e s’arrampica.
Appena qualche pagina in più , Pinocchio già esercita l’afferrare e il lanciare il martello contro il grillo parlante, sapiente e saccente custode, come dice Collodi di grandi verità.
Io, per quanto mi riguarda,
sono dalla parte di Pinocchio e dei bambini reali,
cioè quelli che appena ti giri fanno subito le gare più strane e incredibili e che vogliono giocare in una palestra che non sia un consultorio neuro-psichiatrico-infantile.



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I REGOLAMENTI FLESSIBILI COME STRUMENTO DIDATTICO PER TUTTI GLI SPORT FANTASPORT O PREPARAZIONE SPORTIVA DEGLI ANNI 3000



Non dimentichiamo,
che i regolamenti stabiliscono quali sono i mezzi o strumenti utili e leciti che possono venire utilizzati dai giocatori.


Ecco come, variando le finalità del gioco, gli attrezzi con cui si gioca e i regolamenti, può essere utile all’ampliamento degli schemi motori.
Ogni sport, ogni gioco, ha sempre un fine raggiungibile, che è lo scopo del confronto fra due o più partecipanti.
Al raggiungimento dell’obbiettivo i concorrenti possono concorrere con strumenti tecnico-tattici leciti, che vengono definiti prima dell’inizio del confronto.
Questo per far sì, che ogni partecipante, abbia la possibilità di conoscere quali siano le condizioni in cui potrà operare per arrivare a conseguire lo scopo del gioco.
Per semplificare quanto detto, pensiamo al gioco tra i più popolari, la palla avvelenata.
Lo scopo del gioco è di prendere più avversari colpendoli con una palla.
Ogni giocatore però ha dei limiti in cui può operare e cioè lo spazio del proprio campo;
la palla non è più avvelenata quando tocca terra o rimbalza;
se vengo colpito vado nel campo dei prigionieri e posso liberarmi solo se da quello spazio colpisco un avversario.
Il gioco facilmente spiegabile, come altrettanto intuibili le capacità motorie interessate, oltre l’aspetto ludico predominante dello stesso, fa sì che questi integrando delle varianti al regolamento, ampli il bagaglio didattico.
Per esempio una variante, potrebbe dare la possibilità di proteggersi con le mani,o con un attrezzo dall’essere colpiti, esaltando maggiormente nel Bambino le capacità di reazione e di anticipazione della palla.

Sembra chiaro ed evidente che con la semplice modifica di una regola si vada ad esaltare degli apprendimenti.
Non dimentichiamo però che i regolamenti stabiliscono anche quali sono i mezzi o strumenti utili e leciti che possono venire utilizzati dai giocatori.
Si capisce bene facilmente che per un Bambino che gioca a mini-basket il pallone è l’attrezzo principale, mentre per il salto con l’asta e proprio questo l’attrezzo con cui si ricerca una simbiosi.
A questo punto se si è d’accordo sull’utilità di modificare le regole del gioco, per migliorare l’apprendimento, perché non fare degli allenamenti di tennis, di mini-basket, mini-volley, ecc. con i pattini?

In quanto appena indicato, si è tenuto conto dell’aspetto migliorativo per quelle che sono esclusivamente le capacità motorie;
ma volendo si possono spostare i riferimenti anche su tematiche per il miglioramento della tecnica e della tattica.
Provate ad immaginare un allenamento di basket con una delle due squadre che vola negli attacchi sui pattini e rientra in difesa altrettanto rapidamente, mentre gli altri devono escogitare tattiche e tecniche per velocizzarsi a piedi.
Questo ribaltamento di punto di riferimento, obbliga il giocatore a porsi nella condizione sfavorevole e ad interpretare le azioni, i gesti dell’avversario.
Mirare quindi ad una diversificazione della disciplina, allora cosa è meglio del pattino?
Con il pattinare ci si avvale di una variazione tale che amplierà in maniera macroscopica i nostri obiettivi didattici, per un confronto sperimentale pratico, da cui derivano stimoli percettivi e tecnici inimitabili.

mercoledì 30 gennaio 2008

Giovinazzo,mare,sole,rotelle e un po' di danza


amicidiluca.com
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martedì 29 gennaio 2008

I miei gioielli

amicidiluca.com
Lo so, da secoli questa frase è inflazionata...

-vi presento i miei gioielli!

Questo lavoro lo dedico a Loro e a mia moglie Cristina,
grazie a Lei ed ai suoi studi ho potuto rafforzare i miei saperi di Pedagogia.













Giovinazzo una storia a rotelle

AFP GIOVINAZZO 1982


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in piedi da Dx:
Giovanbattista Massari
Tommaso Colamaria
Franco Vestito
Giovanni Labianca
Michele Poli
Francesco Frasca
Angelo Marolla
Michele Caricato
Massimo Aquino
in basso da Sx:
Pietro Turturro
Angelo Andriano
Renato Dagostino
Pino Stufano
Michele Vestito
Claudio Arcaro